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Cronaca

Genova, operaio morto durante l’alluvione: la Procura ha chiesto l’archiviazione

Genova. A un anno dal disastro causato dall’alluvione nessuno può ancora dimenticare quanto accaduto. Mezzo ponente fu messo in ginocchio (e ancora deve riprendersi) e un uomo perse addirittura la vita. Proprio in merito a questa tragica vicenda, la procura di Genova ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Paolo Marchini, l’operaio di 44 anni vittima dell’alluvione.

La parte civile ha presentato opposizione sulla quale deciderà il gip. Marchini fu travolto dalla piena di acqua e fango del torrente Chiaravagna, mentre si stava recando a spostare la sua motocicletta nei pressi della cava di Panigaro, sulle alture di Sestri Ponente perché, a causa della pressione dell’acqua, le vasche di lavorazione avevano ceduto. Il suo corpo fu trovato dopo quattro giorni di ricerche nei pressi dei pontili del porticciolo turistico Camillo Lugli di Sestri. Secondo il sostituto procuratore, Francesco Pinto, che si è occupato dell’inchiesta, non si sarebbe trattato di infortunio ma di un caso eccezionale dovuto all’alluvione. Non sono dello stesso parere gli avvocati Massimo Boggio e Gianluca Sacco, che assistono i familiari della vittima.

I due legali sostengono che doveva essere applicata la normativa antinfortunisca che, affermano, il pm ha escluso perché ritiene che il fatto non sarebbe avvenuto durante il lavoro. I legali sostengono che l’impresa aveva detto di sospendere il lavoro ma non sarebbe stato dato l’ordine di sgombero. Chiedono, quindi, di individuare gli eventuali responsabili e sentire i testimoni che si trovavano in zona. Inoltre ritengono che sarebbe necessario considerare anche tutti gli atti di indagine relativi all’inchiesta più ampia sull’alluvione