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Cronaca

Genova, maxi evasione fiscale: doppio patteggiamento per l’imprenditore Pesce e la figlia

Genova. Abuso d’ufficio, falso ideologico, corruzione, truffa, riciclaggio: sono solo alcuni dei reati per cui undici persone sono state indagate nell’ambito dell’inchiesta per un’evasione fiscale milionaria scoperta dalla Guardia di finanza.
I due principali imputati Pietro Pesce, imprenditore del ponente genovese, con centro di interesse nel savonese e la figlia Giovanna hanno patteggiato il primo a un anno e 11 mesi e 10 giorni, la seconda a un anno e 9 mesi e 1500 euro di multa, entrambi accusati di evasione fiscale.
Nell’udienza preliminare che si è tenuta oggi altri sei sono stati rinviati a giudizio e tre prosciolti.

Sono stati rinviati a giudizio Davide Reverdito, commercialista di Savona accusato di riciclaggio, Alberto Ferrando, dipendente di Pesce, Stefano Parodi, ex sindaco di Albissola Marina, Alberto Zavaglia, collaboratore di Pesce, Carmelo Chinnici, agente immobiliare e Giuseppe Muscolo, quest’ultimo accusato di violazione di sigilli e favoreggiamento. Il processo è fissato al 2 febbraio 2012. Le persone per cui il gup ha dichiarato non doversi procedere sono Giuseppe Olcese, collaboratore di Pesce, Maria Enrichetta Boschi e Sonia Mitra, rispettivamente segretaria comunale e dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Celle Ligure. Dalle accuse di truffa, falso e abuso d’ufficio sono stati prosciolti anche Reverdito e Ferrando. Secondo l’accusa vi sarebbe un episodio di mazzette per ottenere agevolazioni urbanistiche e poi centinaia di case “presentate” truccando gli atti, con un prezzo più basso ma vendute in realtà a un prezzo pieno, la cui differenza era in nero. Giovanna Pesce fu fermata dai finanzieri di Ventimiglia alla frontiera, nel 2008, con 273 mila euro, li portava addosso nascosti in mutandoni speciali.