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Politica

Genova, manifestazione Fincantieri: i commenti del mondo politico

Genova. “Ci sono due cose positive e una negativa per la Fincantieri, quelle positive sono che non si parla più delle chiusura di Riva Trigoso ed è stato sbloccato il procedimento per il ribaltamento a mare dello stabilimento di Sestri Ponente”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, a margine di un incontro sulla manovra in Regione commentando la situazione di tensione alla Fincantieri di Sestri Ponente.

“La cosa negativa – ha sottolineato il governatore – è che non ci sono ancora prospettive di commesse per lo stabilimento di Sestri. Questo è inaccettabile”. Burlando ha quindi rimandato a domani una ulteriore discussione sulla situazione della società, quando una delegazione di lavoratori si recherà in consiglio regionale.

Intanto dal mondo politico arrivano le prime reazioni. “Dopo lo sciopero della scorsa settimana i lavoratori di Sestri Ponente sono scesi nuovamente in piazza per difendere il loro futuro e quello del cantiere” così l’Onorevole Mario Tullo coordinatore dei parlamentari liguri PD.

“La loro mobilitazione è giusta e ci trova solidali nel merito e nelle forme di lotta; il Governo e l’azienda, dopo aver ritirato il piano industriale di giugno, avevano annunciato un piano di rilancio e, nella recente audizione in Commissione del ministro Romani era stato annunciato la predisposzione di un nuovo documento a parità di occupati e siti.

La Liguria deve difendere tutti e 3 gli stabilimenti di Fincantieri ed il Centro di progettazione di via Cipro. Il Governo ha il dovere di convocare il tavolo, come richiesto da lavoratori, rappresentanze sindacali ed amministrazioni locali per dare finalmente risposte concrete nel rispetto degli impegni assunti precedentemente”.

“L’Italia dei Valori esprime la propria solidarietà ai lavoratori Fincantieri di Genova che oggi hanno manifestato per le strade della città contro il rischio di chiusura del cantiere di Sestri. Chiediamo l’intervento immediato del governo e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che rappresenta l’azionista di riferimento, affinché si faccia carico di questa delicata vertenza nazionale per evitare la perdita di uno dei fiori all’occhiello dell’industria italiana”. Lo afferma in una nota il responsabile lavoro e welfare dell’Italia dei Valori, Maurizio Zipponi, che aggiunge: “È urgente trovare una soluzione positiva che rilanci la cantieristica nel nostro Paese e che salvi i livelli occupazionali di tutti gli stabilimenti. Per l’IdV è necessario redigere il piano nazionale del settore navalmeccanico e cantieristico per procedere urgentemente alla riorganizzazione dei cantieri italiani”.

“I capitoli principali su cui si deve lavorare sono: la rottamazione di tutte le navi obsolete e inquinanti, come previsto e incentivato dalla comunità europea; un intervento sui bacini dei cantieri tale da permettere costruzioni di navi più grandi; nuovi prodotti per la ricerca in mare offshore e un intervento finanziario a sostegno di coloro che investono su nuove navi per la mobilità delle merci e per il turismo”. “Infine – continua Zipponi – il governo deve predisporre un piano per i porti in coerenza con le nuove autostrade del mare che vedono interessato in particolar modo il Mediterraneo, e quindi direttamente l’Italia”.

“Per farlo servirebbe un esecutivo autorevole che capisse qualcosa di politica industriale. Purtroppo non è così e per questo l’IdV insiste affinché si vada al più presto al voto, mettendo al posto degli attuali governanti chi invece è capace di fare il proprio mestiere nell’interesse generale del Paese”, conclude.

Le proposte di Rifondazione Comunista su Fincantieri sono tre: bloccare gli accordi cantiere per cantiere e di riportare la trattativa a un tavolo nazionale, con azienda, sindacato, Governo e col coinvolgimento degli Enti Locali.
Questo tavolo deve lavorare con l’obiettivo di tenere aperti tutti i cantieri e mantenere l’attuale occupazione attraverso fondi e commesse pubbliche – come hanno fatto Germania e Francia – e nuove produzioni per fare fronte alla crisi della crocieristica e rilanciare il Gruppo. Ma per fare questo bisogna dire NO ai diktat della BCE, che chiede di tagliare la spesa pubblica e privatizzare le aziende di Stato. Infine, avviare a Genova una grande iniziativa di solidarietà e mobilitazione di tutto il mondo del lavoro, a difesa del cantiere di Sestri e della cantieristica italiana in generale.

“Nella nostra città – scrive Marco Veruggio – è in atto un attacco che colpisce da una parte l’industria pubblica (Fincantieri e Finmeccanica) e dall’altra il settore delle aziende pubbliche dei servizi a partire da AMT. Una sconfitta alla Fincantieri sarebbe un fatto simbolico e una sconfitta per tutti i lavoratori genovesi”.