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Cronaca

Genova, Filt Cgil: “A rischio occupazione e trasporto ferroviario in Liguria”

treno vivalto

Genova. Il Trasporto Ferroviario Regionale è uno dei settori pubblici più colpiti dalle manovre di quest’estate. A livello nazionale si passa da 2.028 milioni di euro di trasferimenti dallo Stato a Trenitalia (direttamente e indirettamente attraverso le Regioni) nel 2010, a 1.942 milioni nel 2011, a 1.037 milioni nel 2012, per arrivare a 627 milioni nel 2013. Per la Liguria è stato calcolato che si passa dai 93 milioni di quest’anno ai 20 milioni previsti per l’anno prossimo.

Abbiamo già visto l’effetto dei tagli dei finanziamenti, quest’estate il nodo di Genova ha avuto circa 50 treni in meno, per non parlare dei treni eliminati per Milano. L’effetto di questa nuova scure che si sta per abbattere sarà pesante sia per tutti gli utenti liguri, sia per i lavoratori, sia per tutta l’economia della nostra Regione. La previsione più pessimistica è quella di passare da 260 treni giornalieri a solamente 130. Questa riduzione comporterebbe un esubero di circa 275 ferrovieri diretti e circa 50 indiretti. E’ in questo clima che ci accingiamo a effettuare lo sciopero nazionale di 8 ore il 21 ottobre e lo sciopero regionale di 24 ore il 13 novembre. La CGIL e la FILT sono sempre stati impegnati a contrastare le ultime manovre finanziarie e continueranno a farlo, soprattutto ora che si iniziano a vedere gli effetti disastrosi. Se non riusciamo a cambiare questa logica di tagli al trasporto, le ricadute saranno pesanti per tutti i cittadini, a cui sarà negato il diritto alla mobilità.

In questo frangente il ruolo della Regione si rivela fondamentale. La Conferenza delle Regioni ha già denunciato più volte lo stato delle cose, ha inoltre riconsegnato al Ministero del Tesoro il contratto di servizio con Trenitalia. La Regione Liguria entro la fine di ottobre deve approvare la nuova legge regionale sul trasporto pubblico locale, sia su gomma che su ferro. E’ importante che si inizino a mettere in campo tutte quelle azioni che portino dei risparmi. Una di queste è l’accorpamento dei bacini su gomma e la realizzazione di un unico bacino, con la conseguenza immediata di arrivare così all’integrazione tra ferro e gomma e la nascita di una nuova società pubblica, in grado di gestire il trasporto sull’intera Regione. Il bacino unico su ferro esiste già, è anacronistico pensare solo a dividerlo.
L’esperienza di altre regioni, ad esempio il Piemonte, è emblematica da questo punto di vista. Infatti, la Regione Piemonte ha provato a fare una gara di appalto per il trasporto su ferro, dividendo il bacino unico in 6 bacini, la gara è andata deserta e il servizio è stato riassegnato a Trenitalia. La conformazione della nostra Regione, le infrastrutture ferroviarie ( p. es. le officine), il materiale rotabile presente, la gestione del personale già efficientata, portano come risultato che la soluzione non è dividere ma unire. L’unione tra ferro e gomma non sarà il palliativo, che ci permetterà di risolvere tutti i problemi di finanziamento del settore, ma sicuramente ci aiuterà a gestirli in maniera migliore.

Valerio Corradini, responsabile Regionale Attività Ferroviarie FILT CGIL

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