Genova e le sue storie: il Maestro di Kung Fu Paolo Cangelosi - Genova 24
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Genova e le sue storie: il Maestro di Kung Fu Paolo Cangelosi

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Genova, come poche altre città italiane, ha questa capacità di custodire storie straordinarie. Le custodisce talmente bene che spesso se ne dimentica, non le racconta più, le relega a circuiti chiusi.

Quella del Maestro Paolo Cangelosi è una di queste storie. Dispiace fare subito un paragone con il calcio, ma aiuta. Per chi pratica e conosce le arti marziali sentire il nome di Paolo Cangelosi è come per i calciofili dire “Roberto Baggio”. Un curriculum infinto. Budo International, la rivista più prestigiosa a livello mondiale nel campo delle arti marziali nel 1999 lo definì “Il Leonardo da Vinci della arti marziali”, nel 2002 a Valencia fu nominato “Maestro dell’anno”, nel 2005 a New York “Diamante dell’arte marziale” e nel 2006 a Londra “Grande maestro dell’anno”.

Cangelosi pratica arti marziali e le insegna sia nella palestra che ha fondato nel 1978 in via Salita delle Fieschine 17f a Genova, sia in molteplici stage in giro per il mondo. Bisogna arrampicarsi fino in piazza Manin, nel cuore della città e trovi questo luogo suggestivo e accogliente, sei sale e un cortile enorme. I praticanti la chiamano kwoon, usando il termine tradizionale cinese.

Quando il Maestro Cangelosi fondò la palestra a Genova aveva solo 18 anni.

“Ho dedicato la vita alle arti marziali, ho iniziato a praticare nel 1968 (n.d.r. a soli 8 anni), con il Ju Jitsu come veniva chiamato un tempo la lotta giapponese. Poi da lì mi sono spostato nell’arte marziale cinese attraverso l’esperienza del Kung Fu, poi mi sono interessato a tutto quello che riguardava le arti marziali, ho fatto Judo, Karate, Boxe, mi sono spostato in Oriente per studi, ricerche, allenamenti nel Kung Fu tradizionale, e lì ho conosciuto e incontrato dei praticanti di Muay Thai, la boxe tailandese e allora ho accresciuto le mie competenze anche in questo settore”.

Questo enorme bagaglio tecnico e culturale lo mette a disposizione dei suoi allievi: “La disciplina principale in questa kwoon è il Kung Fu, poi con il tempo abbiamo aggiunto il corso di Muay Thai, abbiamo aggiunto dei corsi specifici per le pratiche interne come il Tao Yin, Chi Kung e in Tai Chi Chuan”.

Il Kung Fu rimane la principale disciplina e quella che ha concesso una dimensione internazionale alla palestra “abbiamo contatti in Portogallo, Francia, Spagna, Germania e abbiamo allievi che arrivano da tutte le parti del mondo”, racconta Cangelosi. La Muay Thai ha permesso di approfondire anche quello che riguarda la dimensione agonistica. La scuola ha già formato molti ottimi atleti che gareggiano nei diversi circuiti nazionali e internazionali. Tra questi anche l’ “astro nascente” della Muay Thai italiana, Shan Cangelosi (la definizione è di chi lo ha introdotto prima del suo ultimo incontro vittorioso nel circuito Oktagon).

Se la palestra ha abbracciato anche questa dimensione agonistica, nel momento in cui si chiede al Maestro Cangelosi quali siano i principali insegnamenti delle arti marziali, la risposta va in una direzione che a molti potrebbe apparire sorprendente: “I principali insegnamenti delle arti marziali si rifanno ai valori: il rispetto e la gratitudine, il rispetto e il sapere ringraziare, essere coscienti di quello che ci viene dato, le arti marziali sono delle filosofie di vita non sono semplici sport e l’arte marziale è una pratica che si inizia sì per il suo lato estetico esterno, ma poi per chi va avanti se ne comprende il lato interno, spirituale, educativo che trasforma l’arte marziale in disciplina di vita”.

Gli allievi della palestra ogni volta che entrano e escono dalle sale fanno un saluto verso l’altare presente in ogni sala. Se il maestro attraversa una stanza, interrompono l’allenamento e lo salutano. Rispetto e ringraziamento.

Gratitudine che Cangelosi ancora ha nei confronti dei suoi maestri “Nel mio lungo percorso di artista marziale, ho avuto dei maestri: il primo è stato Si Jo Fu Han Tong, che ho seguito per 23 anni, poi il Si Fu Chan Hon Chun, che ho seguito per 9 anni. Con loro c’è stato un rapporto umano oltre che tecnico”.

Negli sguardi delle ragazze e dei ragazzi, delle donne e degli uomini che si allenano nella kwoon è evidente la luce di quella gratitudine, di quel rapporto tecnico e umano costruito o da costruire con il Sifu Paolo Cangelosi. Si percepisce quella esperienza meravigliosa e faticosa che è il percorso nelle arti marziali vissute nel cuore di Genova.

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