Fincantieri, la città si compatta intorno ai lavoratori: il ministero si decide ad ascoltare - Genova 24
Cronaca

Fincantieri, la città si compatta intorno ai lavoratori: il ministero si decide ad ascoltare

Genova. I delegati sindacali, il presidente della Regione Claudio Burlando, la sindaco Marta Vincenzi e il prefetto Francesco Musolino, chiusi in una stanza. Gli altri, sindacalisti, politici, giornalisti, in un’altra. Fuori gli operai di Fincantieri, le loro famiglie, chi li sostiene.

Tutto legato a un filo, tutto legato a una telefonata al Ministro Romani, l’unico in questo momento capace di sciogliere le riserve, di offrire qualche risposta, di dare qualche garanzia. Il ministro Romani è in Iraq ed è difficile da raggiungere. Ci si riesce a mettere in contatto con lui, rimandano tutto in un incontro a Roma per martedì prossimo.
Il presidente Burlando esce dimesso dalla riunione e annuncia che le decisioni e le scelte non sono ancora state fatte. Tutto rimandato. Delusione. Rabbia.

E adesso bisogna anche affrontare gli operai, sotto, assiepati davanti alla Prefettura. Se ne prendono la responsabilità Bruno Manganaro, segretario provinciale Fiom, Francesco Grondona segretario Fiom genovese e Giulio Truccoli, Rsu Sestri Ponente. Fischi, proteste, qualche urla. Cori. Un confronto schietto, diretto, duro. Poi la decisione: si torna in fabbrica e li si deciderà cosa fare.

“Giovedì alle 15 è convocato un tavolo in Regione, domani mattina decideremo il da farsi, potremmo valutare di sospendere, aspettando martedì prossimo e a quel punto rioccupare”. La tensione rimane alta, il corteo sembra tornare in maniera dimessa. Attendista.

Sono molteplici i momenti in cui la cronaca utilizza la parola attesa, colorandola a seconda delle situazioni: trepidante, tesa, difficile, snervante, etc. Se c’è un modo per calcolare questa attesa è quello di guardare quante persone ci sono nella sala antistante dove si sta svolgendo il vertice e soprattutto a quante ce ne sono in strada. La suggestione, retorica forse, è che a partire dalle parole di Claudio Burlando e passando al nervosismo di Marta Vincenzi, per arrivare a chi per strada vede questa manifestazione e capisce, l’attesa per il destino del cantiere di Sestri Ponente è un’attesa che riguarda una città intera.

“Siamo appesi ad una commessa, almeno una, per ottenere una boccata di ossigeno e ricominciare a far respirare il cantiere. Aspettiamo martedì, vediamo cosa garantirà Romani”.