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Cronaca

Fincantieri, incendiati cassonetti: domani cantiere occupato

Sestri Ponente. Concluso il vertice con il ministro Romani, la linea della Fiom è una: “Non ci hanno dato niente per quanto riguarda il lavoro, domani occupiamo il cantiere, non c’è niente da fare, qui hanno menato il can per l’aia”. E’ un Giulio Troccoli “per la prima volta non arrabbiato, di più”, quello uscito dall’incontro romano. Il rappresentante della Rsu di Sestri Ponente è perentorio: “L’Ad Bono non ha saputo dare neppure una data per un incontro in cui parlare della divisione del lavoro, perché la solidarietà deve esserci da Monfalcone a Palermo. Se il lavoro c’è dobbiamo dividerlo fra tutti i cantieri”.

Non sono bastate dunque le rassicurazioni sul ribaltamento a mare e la firma che oggi dovrebbe apporre il ministro Tremonti per dare via libera ai 50 milioni necessari per la realizzazione dell’opera (a cui però mancherebbero altri 20 milioni, data in 70 milioni la cifra indicata inizialmente per il ribaltamento). “Il problema è che ribaltano noi in mare – ha detto Troccoli – da marzo non ci sarà più lavoro e 700 operai andranno in cassa integrazione. Questo è inaccettabile”.
“Ci sentiamo presi in giro – conferma anche Bruno Manganaro – e per questo abbiamo deciso l’occupazione della fabbrica da domani, quando ci incontreremo con i lavoratori per discutere delle varie forme di protesta”.

Intanto a Sestri Ponente il termometro della tensione è alto. I lavoratori continuano a bloccare il traffico davanti al cantiere di via Soliman, e per sottolineare ancora una volta il senso di delusione totale hanno dato fuoco a due cassonetti. Oltre alla delusione permane un generale senso di scetticismo anche riguardo al ribaltamento a mare. Dopo il riempimento – sottolineano i lavoratori – a noi rimarrà comunque solo la cassa integrazione. E con il cantiere senza lavoro si fermerà anche tutto l’indotto.