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Fincantieri, il Presidente Napolitano: “Farò del mio meglio” foto

Genova. E’ finito l’incontro in Prefettura tra Giorgio Napolitano, i sindacati e le istituzioni locali. Il Presidente è uscito e si è diretto verso gli operai di Fincantieri che stavano attendendo fuori con impazienza. Tra uno scroscio di applausi e il grido “Vogliamo solo lavoro”, il Presidente della Repubblica ha stretto le mani ai lavoratori, dicendo “Farò del mio meglio, la cantieristica è fondamentale per Genova”. Sempre accompagnato da cori fiduciosi e applausi, Napolitano è risalito in macchina per raggiungere Palazzo della Meridiana, dove prenderà parte al Simposio di Cotec.

“Il Presidente è molto attento alle problematiche e agli sviluppi della cantieristica di Genova e nazionale – ha dichiarato Ivano Bosco, segretario Camera del Lavoro – ha confermato l’impegno, per quanto in suo potere, di garantire il carico di lavoro da marzo fino al 2012, o spostamenti di solidarietà o commesse nuove”.

I lavoratori in Largo Lanfranco sembrano rincuorati, anche se questa come detto da qualcuno “è solo una battaglia, non la vittoria della guerra”.

“Non è stato un incontro formale – ha spiegato il segretario Fiom, Francesco Grondona, uno dei delegati a colloquio con Napolitano – il Presidente conosceva bene la questione, al contrario del ministro Paolo Romani, ha dato ragione alle posizioni dei lavoratori e alla necessità di dare continuità al lavoro, almeno fino alla fine del 2012, per capire come operare poi. Nel frattempo, però, bisogna dare speranza al cantiere e riguardo a questo, il Presidente Napolitano si è impegnato. Certo, sappiamo quali sono le sue prerogative, può fare solo una pressione morale, però è importante che questa pressione ci sia e sia convinta”.

Nel frattempo il cantiere rimane occupato. “Domani faremo l’assemblea dei lavoratori per scegliere con i diretti interessati ciò che devono sapere e decidere con i delegati sindacali”. Quanto alle dichiarazioni polemiche rese ieri dall’onorevole Michele Scandroglio (Pdl): “non sono cattolico – conclude con una battuta Grondona – ma da quando sono segretario Fiom ho fatto un fioretto: non rispondere alle provocazioni di Scandroglio”.

Intanto, sono in programma due incontri: il 24 ottobre il vertice con Fincantieri e il 9 novembre l’azienda dovrebbe presentare piano industriale. Entro la fine dell’anno, invece,  la Commissione Ue dovrebbe decidere la proroga e la revisione del regime speciale per gli aiuti alla cantieristica, un intervento che avrebbe un impatto positivo sull’individuazione di una soluzione anche alla crisi Fincantieri. Lo si è appreso a Bruxelles, dove si sta lavorando per dare una risposta globale e articolata a una crisi di settore che, oltre all’Italia, ha colpito anche altri partner come Germania e Danimarca. In una lettera inviata recentemente a tutte le parti interessate, il commissario Ue all’industria, Antonio Tajani, ha evidenziato come il settore stia attraversando un “momento difficile” in un contesto di mercato caratterizzato da “prezzi estremamente bassi e una concorrenza spietata”. In particolare, negli ultimi due anni le importazioni di navi dalla Cina e dalla Corea del Sud hanno registrato una crescita che a Bruxelles viene definita “impressionante”.

Oltre alla proroga del regime speciali per gli aiuti ai cantieri navali europei, a livello Ue iniziative sono state avviate per facilitare l’accesso al credito a condizioni convenienti, soprattutto ampliando la possibilità di ricorrere ai finanziamenti della Bei. Inoltre, si sta valutando come cogliere al meglio le opportunità offerte, sul fronte dell’innovazione, dalla necessità di diminuire l’impatto ambientale del trasporto navale e dalla crescente domanda di unità destinate al settore energetico, in particolare alle attività di prospezione degli idrocarburi e al loro trasporto. Quanto alla proroga del regime di aiuti, secondo le indicazioni raccolte, la revisione in atto potrebbe aprire la strada alla concessione di maggiori sostegni all’innovazione, ed estenderne il campo di applicazione agli impianti off-shore.