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Cronaca

Fincantieri, il giorno della verità: incontro a Roma e presidio davanti al cantiere

Blocco Fincantieri 29 giugno

Genova. Oggi si decide il futuro dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. Stamattina, infatti, è il giorno della riunione tra il ministro Paolo Romani, istituzioni, lavoratori e sindacati, che non accetteranno compromessi, ma soltanto una risposta concreta, ovvero la certezza di nuove commesse che consentano di mantenere attivo il cantiere, centro pulsante dell’attività industriale genovese. Francesco Grondona e Bruno Manganaro, rappresentanti della Fiom Cgil di Genova sono a Roma già da ieri, dove hanno incontrato il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini per fare il punto su tutti gli stabilimenti Fincantieri. Il pullman degli altri delegati sindacali e dei lavoratori è partito invece questa mattina alle 5 dalla sede genovese della Cgil.

Oggi stop alla tregua concessa dai lavoratori, che erano tornati al lavoro dopo le giornate di mobilitazione della scorsa settimana che hanno appunto portato all’incontro di oggi. Lo sciopero è ricominciato e gli operai stanno dando vita a un presidio davanti ai cancelli di via Soliman in attesa di ricevere risposte da Roma. Intanto, sono filtrate alcune indiscrezioni e qualcuno parla di una nave, a cui potrebbe farne seguito una seconda, al momento assegnata al cantiere di Ancona, che potrebbe essere dirottata su Genova, garantendo lavoro a partire da marzo 2012.

“A noi sembra che l’amministratore delegato Bono stia mettendo in atto una specie di ricatto. La settimana scorsa ha infatti assegnato una nave ad Ancona, parlando anche di una possibile seconda nave, ma in cambio ha richiesto 160 esuberi – spiega Bruno Manganaro – ai sindacati la commessa sarebbe ovviamente andata bene, ma non gli esuberi. Ora, invece, Bono sta lanciando un messaggio alle istituzioni genovesi, facendo capire che la nave potrebbe essere dirottata su Sestri Ponente. Ma questo non un atteggiamento serio. E’ assurdo affidare una commessa basandosi su chi abbassa di più la testa. Noi sicuramente non l’abbasseremo”.

I lavoratori vogliono finalmente concretezza e non si piegheranno a compromessi. Il collegamento tra la delegazione di Roma e le persone rimaste a presidiare la fabbrica sarà costante e in caso di risposta negativa da parte del Governo e dell’azienda, tutti insieme decideranno le modalità della nuova mobilitazione da intraprendere. “Se non ci saranno fumate bianche – ha sempre ribadito Bruno Manganaro – la nostra risposta sarà durissima”.

Al tavolo con il ministro, Paolo Romani, siederanno, tra gli altri, il presidente della Regione, Claudio Burlando, quello della Provincia, Alessandro Repetto, il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono. Quindi i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm, ma anche una delegazione di consiglieri regionali che sarà composta, in rappresentanza dell’intera assemblea regionale ligure, da Edoardo Rixi (Lega Nord), Marco Limoncini (Udc), Lorenzo Basso (Pd), Matteo Rossi (Sel) e Gino Garibaldi (Pdl). La decisione è stata presa dal presidente del Consiglio regionale, Rosario Monteleone, sentiti i capigruppo.