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Centri sociali e profughi, polemiche sull’assegnazione dei locali: risponde Pastorino

Genova. Dopo la devastazione di Roma ad opera dei black bloc durante la manifestazione degli indignati, il Pdl chiede un giro di vite sui centri sociali genovesi, portando alla ribalta la questione dei locali dell’ex mercato del pesce, che secondo i progetti della Giunta dovrebbero essere affidati al Buridda, nello stesso giorno in cui scritte nere sono comparse nel centro storico “15 ottobre”.

“Nel momento in cui legislatori ed inquirenti stanno concentrando la loro attenzione sui Centri Sociali come terreni di cultura della violenza politica – ha commentato oggi il responsabile sicurezza Pdl Gianni Plinio -, sarebbe prudente e responsabile che la Giunta Comunale desistesse dal suo sconsiderato proposito di assegnare, a spese dei contribuenti genovesi, una sede di pregio ai Centri sociali nostrani”.

La risposta dell’assessore comunale al Patrimonio abitativo non si è fatta attendere: “Chi sotto l’emozione di quanto accaduto a Roma, vicenda assolutamente complessa da analizzare con lucidità – ha detto Bruno Pastorino ai microfoni di Genova24.it – crede di fare i conti con quelle vicende, da un lato diminuendo i meccanismi di agilibiltà democratica, dall’altra riducendo i canali di comnicazione con gli ambienti giovanili, manda in scena la replica un film già andato in onda negli anni Settanta e che nessuno vuole rivedere”. Un processo, quello richiesto dall’esponente Pdl, che secondo l’assessore “produrrebbe soltanto allontanamento e sfiducia, e condurrebbe a ulteriori atteggiamenti illegali. Chiederei invece a Plinio – è la controproposta di Pastorino – di farsi ambasciatore con il sindaco Alemanno per rivedere la decisione scriteriata di vietare la manifestazione dei lavoratori Fiom e Financantieri. Non sono queste le soluzioni da prendere, quanto a noi continueremo sulla strada del dialogo”.

Ma l’assessore Pastorino è anche l’ultimo bersaglio, in ordine di tempo, dell’Osservatorio di Prè che negli ultimi giorni lo ha pubblicamente accusato di portare avanti trattative con l’Arci per stabilizzare i profughi di Lampedusa nei locali ex Arssu.

“E’ una notizia priva di fondamento che ha già smentito l’assessore Scidone – ha risposto piccato – non capisco da dove nasca, e mi urta perché riferisce di negoziazioni tra me e alcune associazioni in maniera quasi privatistica. Ricordo inoltre che tutto il piano di ospitalità è nelle mani della protezione civile, sotto la regia della Regione, il ruolo del Comune eventualmente è solo quello di indicare alla Regione eventuali spazi disponibili”.