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Calcio all’arbitro, quasi due anni di squalifica a giocatore di Seconda categoria. “Ma io non l’ho aggredito”.

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Chiavari. Era attesa una sentenza esemplare, invece al giocatore dell’Entella, squadra che partecipa al campionato di Seconda categoria chiavarese, è arrivata una squalifica di “solo” un anno e dieci mesi.

Ecco la sentenza del Giudice sportivo del comitato di Chiavari: <La gara a margine è stata sospesa al 13′ minuto del 2° tempo sul risultato di 0-2 per aggressione contro l’arbitro. Dall’esame dei documenti ufficiali si rileva che al 13° minuto del 2° tempo, il Direttore di gara veniva colpito da un forte calcio all’altezza dell’anca dx dal calciatore della Società Entella 1914, Bartolone Giuseppe, come da referto medico rilasciato dal Pronto soccorso della ASL 4 Chiavarese con prognosi di gg. 10 salvo complicazioni. A seguito dell’accaduto, l ‘arbitro non riteneva di essere in condizione di proseguire la gara e pertanto decretava la fine dell’incontro. Per quanto sopra si delibera

a) di infliggere la punizione sportiva della perdita della gara alla Società Entella 1914 con il punteggio di 0-3 (art. 17/1 CGS)
b) di squalificare fino al 30 Giugno 2013 il calciatore Bartolone Giuseppe della Società Entella 1914, per aver colpito il Direttore di gara con un forte calcio che gli procurava un intenso dolore. c) di squalificare il calcitore Chiappe Fabio per 2 gare (Società Entella 1914)
d) di squalificare il calciatore Scapparone Davide per 2 gare (Società Levanto 2006).
e) di squalificare Casella Alfredo (Allenatore della Società Entella 1914 per 2 gare)
f) ammenda di € 30,00 alla Società Entella 1914 per numerazione non progressiva dei calciatori in distinta (art. 72/1 delle NOIF)
g) ammenda di € 100,00 al calciatore Bartolone Giuseppe (Società Entella 1914) per condotta violenta nei confronti dell’Ufficiale di gara (art. 19 comma 6 CGS)

La difesa del calciatore dell’Entella, Giuseppe Bartolone:  “Non ho assolutamente aggredito l’arbitro, non l’ho picchiato e neppure voluto colpire con un calcio. Si è creato un parapiglia con almeno dieci giocatori coinvolti, quando l’arbitro si è girato ha visto me per primo. Dopo la sospensione, sono andato negli spogliatoi per chiarirmi con lui e assumersi le mie responsabilità che però, ripeto, non sono state quelle di una aggressione. Mi ritrovo una squalifica per una cosa che non ho fatto”.