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Burlando scrive a Berlusconi: “Video poker e evasione fiscale, il governo intervenga”

Regione. Claudio Burlando ha scritto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo che il Consiglio regionale ligure ha approvato all’unanimità due atti di impegno in cui è stato messo in rilievo il contenzioso presso la Corte dei Conti riguardante le società concessionarie di strumenti di gioco a partecipazione a distanza (video poker, slot machine e simili).

“Il caso in questione è certamente di notevole interesse – scrive Burlando – in quanto si è di fronte a un’evasione fiscale di grandi proporzioni. Come certamente Le è noto, infatti, la richiesta dei danni erariali è di tale rilievo – 98 miliardi di euro, una cifra superiore al 5 per cento del PIL italiano del 2010 – che se lo Stato riuscisse a incassarne anche solo una parte, si potrebbero alleviare le conseguenze delle recenti manovre finanziarie”.

“Come Regione, formalmente non abbiamo purtroppo alcun margine di intervento diretto sulla vicenda – continua il governatore ligure – Infatti, tutto ricade nell’ambito di competenza dello Stato, sia per quanto attiene alle autorizzazioni e nulla osta all’attività in questione, sia per quanto riguarda l’imposta, la cui natura è interamente erariale. In maniera analoga, anche il sistema dei controlli, già previsto nel dettaglio e accompagnato da sanzioni che arrivano fino alla revoca della licenza, è materia di competenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in particolare dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato”.

“Credo che sia mio preciso compito però sollecitare – conclude – nell’interesse comune, un’attenta attività di vigilanza da parte del Governo in ordine all’esito del contenzioso in oggetto. Inoltre, certo di rappresentare il pensiero di molti cittadini, chiedo di valutare positivamente la proposta di creazione di una commissione parlamentare di inchiesta sul gioco, per monitorare la percezione effettiva degli utili e la titolarità delle società concessionarie, problema strettamente connesso a quello della trasparenza nella gestione delle concessioni”.