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Economia

Buona cucina, l’Espresso boccia Genova e provincia: i migliori chef sono nel ponente ligure

Nessun ristorante dell’area genovese fra i primi dieci della Liguria nella classifica della Guida dei Ristoranti d’Italia dell’Espresso, da oggi in edicola e in libreria, oltre che scaricabile da iTunes per i possessori di iPhone o iPad. Fa un salto avanti, invece, l’Arco Antico di piazza Lavagnola, a Savona, anche quest’anno premiato con votazione eccellente. Il piccolo locale di Flavio Costa, con la sua trentina di coperti e la cura per il dettaglio gastronomico, guadagna ancora punti e vola a quota 17 dal 16,5 dell’anno scorso.

Nella top ten ligure nove delle migliori cucine si trovano a ponente e solo uno, Locanda delle Tamerici, ad Ameglia (Sp).

Una buona speranza per accedere alla pattuglia dei “tre cappelli”, ovvero i ristoranti con un punteggio superiore ai 18 punti, la zona d’oro e blasonata della guida dell’Espresso, espressione della massima eccellenza.

Sparisce dalla fascia alta della classifica l’Hotel Mare A Spurcacciuna di Savona. Mentre fa la sua comparsa, con punteggio 15,5, il ristorante imperiese Agrodolce. Per il resto lo stato dell’arte culinaria regionale, fotografato dalla guida, rimane invariato. Il Palma di Alassio mantiene lo stesso 15,5/20, qualità ottima, con il suo stile filosofico ed esclusivo. Stesso punteggio, altrettanto senza variazioni rispetto all’edizione dello scorso anno, per lo storico Muraglia Conchiglia d’Oro di Varigotti. Totalizzano 15, senza variare il giudizio del 2011, il Baia del Sole di corso Marconi ad Alassio, l’Hotel Claudio a Bergeggi e il Doc di Borgio Verezzi.

Sfogliando invece la guida diretta da Enzo Vizzari nella sua interessa si nota l’ingresso di cinque nuovi ristoranti nel novero dei “tre cappelli”, che nell’attuale edizioni risultano complessivamente 21. In testa si riconferma l’Osteria Francescana di Modena, con lo chef Massimo Bottura. Alle sue spalle si confermano il “Vissani” di Baschi e “Le Calandre” di Rubano (famiglia Alajmo), mentre sale di mezzo punto “La Pergola” del Rome Cavalieri di Heinz Beck rispetto all’edizione 2011. Alla Lombardia va ancora una volta il primato del maggior numero di ristoranti “con cappello”, mentre crescono le proposte di qualità in Piemonte e Campania, che completano il podio.

A 19/20 accanto a Uliassi di Senigallia, sale Piazza Duomo di Alba, chef Enrico Crippa, “ Premio Tenimenti Angelini per il Pranzo dell’ Anno”. Tutti confermati a 18,5/20 Combal.Zero di Rivoli Torinese, Cracco di Milano, Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio, Enoteca Pinchiorri di Firenze, Reale di Castel di Sangro e Villa Crespi di Orta San Giulio. A questi si aggiunge il Canto dell’ Hotel Certosa di Maggiano, a Siena.

I cinque nuovi ingressi sono a punteggio 18/20: ottengono per la prima volta i tre cappelli l’Antica Corona Reale di Cervere (famiglia Vivalda), la Madonnina del Pescatore di Senigallia (Moreno Cedroni), La Peca di Lonigo (fratelli Portinari), Osteria del Povero Diavolo di Torriana, che raggiungono così La Madia di Licata, Duomo di Ragusa, e Torre del Saracino di Vico Equense (Gennaro Esposito). Tra le novità, da segnalare il Gran Caffè & Ritornte Quadri di Venezia, della famiglia Alajmo (con 17) e il Boscareto Resort Rei di Serralunga d’Alba.

Sono 58 (quattro in meno rispetto l’edizione precedente) i locali con “due cappelli”, cioè con punteggio compreso fra 16,5 e 17,5/20. Sono invece 232 (dieci in più) quelli con “un cappello”, con punteggio fra 15/20 e 16/20.

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