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Anoressia, dal Tigullio dati allarmanti: sempre più giovani “in lotta con il cibo”

Chiavari. Una quindicenne su cinque, in Liguria, soffre di anoressia. Ma il dato più preoccupante è l’età in cui si verificano i primi disturbi alimentari: nel giro di poco tempo la media si è abbassata dai 15 ai 12 anni, con casi sporadici nelle scuole elementari.

Ad essere colpite sono ancora soprattutto le ragazze, ma l’incremento dei casi maschili sta diventando impressionante. E’ questo il quadro fotografato dalle strutture sanitarie locali e, soprattutto, dalle associazioni delle famiglie nate per raccontare e sensibilizzare un fenomeno che, piuttosto silenziosamente, rischia di assumere i contorni di una piaga sociale.

Occorre un’azione di “informazione e formazione” costante, per non lasciare soli famiglie e ragazzi: è quanto si propone l’associazione culturale “Fattivamente” di Chiavari, che proprio stamani ha organizzato una tavola rotonda per focalizzare l’attenzione sui disturbi alimentari che colpiscono il territorio del Tigullio. Al convegno hanno partecipato la ex modella e scrittrice Ilaria Caproglio, Stefano Tavilla, il padre di Giulia, la giovane genovese che ha perso la vita lottando contro l’anoressia, Laura Corsi, specializzata in malattie del metabolismo, Fabrizio Gallo, dietologo, l’Asl4 che ha appoggiato l’iniziativa e i parlamentari Michele Scndroglio e Mario Tullo, ideatori del disegno di legge “Fiocchetto Lilla”.

“E’ necessario innanzitutto superare un problema fondamentale a livello sanitario – spiega Daniela Colombo, socia fondatrice di Fattivamente e responsabile del progetto per l’Associazione – istituendo uno sportello di aiuto pscicologico e di indirizzo alle strutture ospedaliere”. Tra gli ostacoli più grandi c’è infatti la mancanza di un sistema di cura che coinvolga il personale medico interessato, dal medico di base al diatologo, allo psicoterapeuta. “C’è inoltre un’impreparazione di fondo di fronte al numero reale di malati – sottolinea Colombo – non ci sono adeguati centri specializzati e soprattutto i medici coinvolti non sono messi ‘in rete'”. A titolo di esempio: “In Liguria l’unico centro specializzato è a Pietra Ligure, mentre quello Vicenza, uno dei più famosi nel Nord Italia, ha 20 posti letto disponibili a fronte di una richiesta mensile di ospedalizzazione pari a 500-600 pazienti”.

Da qui il progetto educativo di Fattivamente. “Non appena avremo le autorizzazioni vorremmo fare alcuni incontri nelle scuole del comprensorio per sensibilizzare i ragazzi, attraverso le testimonianze di chi direttamente o indirettamente ha vissuto un disturbo alimentare, per indirizzarli in caso di necessità e per non sottovalutare i campanelli di allarme”. Il progetto vedrà coinvolte le scuole medie e superiori dell’area del Tigullio: Chiavari, Sestri Levante, Santa Margherita e Lavagna. Nel frattempo si muove anche la politica, con la proposta di legge bipartisan degli onorevoli Scandroglio e Tullo. “Sono coofirmatari di un progetto di legge per istituire la giornata nazionale dei disturbi alimentari, un modo per riconoscere il fenomeno e per aiutare chi è coinvolto. In parlamento – conclude Daniela Colombo – ci sono già centinaia di proposte, speriamo che questa vada in porto”.