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Cronaca

Voltolina (Repubblica stagisti), su paletti a tirocini troppi punti oscuri

“Nel merito, i paletti introdotti hanno una loro utilità, perché il mondo degli stage è un ‘far west’ da anni. Ma sono paletti molto rigidi e soprattutto restano numerosi punti oscuri. Non è chiaro l’ambito di applicazione. Inoltre, è una norma estemporanea e immediatamente operativa e questo ha gettato nel caos aziende e stagisti”. Così Eleonora Voltolina, direttore responsabile di ‘Repubblica degli stagisti’, testata on line ‘portavoce’ dell’universo degli stagisti, commenta le misure della manovra correttiva che introducono dei vincoli per i tirocini formativi.

“Ci ha lasciato molto perplessi – sottolinea Voltolina – che il governo abbia agito su un tema così complesso, che richiederebbe un intervento strutturato più ampio, con un articolo di un decreto. Tra l’altro, non ha senso averlo inserito all’interno della manovra, perché la misura non ha un immediato riscontro per le casse dello Stato”. Insomma, il popolo degli stagisti è in subbuglio.

“Abbiamo ricevuto molte richieste di aiuto da parte di aziende e stagisti -dice Voltolina- che non sanno cosa devono fare. Ci sono anche molti programmi pubblici che erano già partiti con bandi e selezioni e che rischiano di bloccarsi. L’immediatezza della norma ha creato veramente il caos”. “Il ministero non ha emesso una circolare per fornire chiarimenti -avverte- e i punti oscuri sono molti. Per esempio, manca una definizione di tirocinio curriculare. Poi, tra i titoli di studio, si contemplano laurea e diploma di scuola superiore, ma si ignorano tutti gli altri corsi che producono attestati, come i master”.

E se il limite di sei mesi per la durata dello stage, ammette Voltolina, “crea meno problemi”, quello che preoccupa è il periodo di 12 mesi, successivo alla laurea, posto come arco temporale per poter fare uno stage: “E’ un periodo troppo breve – sottolinea – soprattutto in un momento di difficoltà occupazionali come questo”. Ma, soprattutto, rileva, “non si parla del rimborso spese obbligatorio e delle sanzioni per chi trasgredisce: due punti che per noi sono al primo posto”. “Questa è la battaglia che noi facciamo: continueremo a monitorare la situazione, come facciamo costantemente da quando la manovra è stata varata, e al ministero -ribadisce- chiediamo che fornisca subito i chiarimenti necessari”.

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