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Cronaca

Treni Genova-Milano, problemi in vista: pendolari pronti alla mobilitazione

Genova. Secondo i pendolari, se non interverranno finanziamenti del Governo alla Regioni, l’attuale concetto di trasporto pubblico cesserà per sempre. “Non vogliamo terrorizzare nessuno, ma dal prossimo 1° gennaio vivere a Genova e lavorare a Milano non è detto che sarà ancora possibile. Quantomeno non alle condizioni attuali”. Questo è l’allarme lanciato dai pendolari del blog Genovamilanonewsletter.

“Probabilmente non esisterà più la Cartatuttotreno Liguria e un abbonamento mensile di seconda classe Genova-Milano non costerà meno di 200 – 250 euro. Probabilmente non esisterà più nemmeno un regionale veloce. Per capirci, addio al 2178 del mattino presto e quindi addio alla possibilità di arrivare a Milano alle 7.40 – spiegano – Probabilmente al mattino presto rispetto ai 2 IC attuali (652/35052 e 656) esisterà un solo Escity (prezzi maggiorati del 40% rispetto a quelli IC, con peggioramento della qualità di viaggio grazie alla scomodità assoluta degli Escity). Probabilmente alla sera spariranno l’IC 675, l’IC 679/35079, il RV 2195 e l’IC 685”.

Uno scenario tutt’altro che roseo quello disegnato dai pendolari, che continuano: “Nell’arco orario fra le 17 e 19, in luogo dei 4 treni attuali, potremo contare su 1 o al massimo 2 Escity. Ciò significherà lunghe attese in stazione rispetto all’uscita dal luogo di lavoro e arrivare a Genova più tardi rispetto alle abitudini di oggi. Probabilmente conteremo su 8-9 coppie di treni al giorno, in luogo delle 22 coppie attuali, ovvero un treno ogni 2 ore al massimo”.

Come scongiurare questo scenario? “Crediamo non basterà incrociare le dita e augurarsi che qualche finanziamento statale arrivi. Crediamo che nelle prossime settimane sarà necessaria una grande mobilitazione di tutti i pendolari – concludono – Ci sono in ballo tre cose: la possibilità di conservare il posto di lavoro, la possibilità di poter contare su un numero sufficiente di treni e la possibilità di poter usufruire di tariffe sostenibili”.