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Ticket sanitari, Cgil: “Di male in peggio, pagheranno i più bisognosi di cure”

Regione. Con i provvedimenti di luglio era stata prevista l’applicazione di un ticket di 25 euro per l’accesso al pronto soccorso in “codice bianco” e di 10 euro su ogni ricetta per prestazioni specialistiche ambulatoriali (sia per visite che per esami diagnostici); questi 10 euro si aggiungono al già presente ticket di massimo 36,15 euro sulla singola prestazione specialistica, che in caso di necessità di più prestazioni si moltiplicano fino ad arrivare a situazioni per cui diventa più conveniente rivolgersi direttamente ad istituti privati.

“Per questa strada ci si avvia verso una perdita di quote sostanziose di attività da parte del servizio pubblico a favore del mercato privato” contesta la Cgil ligure. “Cosa accade in Liguria? – spiega il sindacato – La Regione Liguria nel mese di agosto ha recepito alla lettera la norma decisa dal Governo sui ticket da 10 euro. Oggi, di fronte alle ulteriori difficoltà finanziarie, la Giunta regionale ha deciso di superare l’esenzione per i cittadini con patologie croniche (diabetici, cardiopatici ecc.) con un reddito famigliare superiore a 36.151,98 euro; questo significa: nei casi di codice bianco sono 25 euro per la visita del medico al pronto soccorso ed altri 36,15 euro qualora fossero necessari ulteriori esami o visite più specialistiche, il pagamento del ticket di 2 o 4 euro sui farmaci specifici che sono costretti ad assumere a causa della patologia cronica di cui soffrono, che molto spesso sono quantità significative. Non c’è un solo modo di affrontare questa grave situazione”.

“Altre Regioni, per quanto riguarda la quota fissa dei 10 euro sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali, hanno deciso di graduarne l’applicazione rispetto o al costo delle singole prestazioni o al reddito delle famiglie, rendendo la cosa almeno un po’ più equa – prosegue la Cgil – I ticket aggiuntivi per i cronici servono solo a fare cassa, in un settore come quello della farmaceutica dove la spesa lorda è in diminuzione dell’1,8 per cento nel primo semestre 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010, e colpiscono persone malate e con necessità reale di cure continue. Chiediamo perciò alla Regione di cambiare le sue decisioni”.

“Sarebbe più utile e lungimirante operare in altro modo verso i malati cronici, già censiti dalla Regione in circa 600 mila: programmare i controlli periodici e la consegna diretta dei farmaci necessari, evitando le ordinarie liste di attesa e fornendo così prestazioni adeguate, senza sprechi e senza burocrazie. Su queste basi chiederemo alla Regione di modificare le sue scelte nel confronto già previsto nei prossimi giorni” conclude la Cgil Liguria.

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