Quantcast
Economia

Taglio ai costi della politica, Capurro rilancia: “Andiamo avanti”

Genova. Il consigliere regionale Armando Ezio Capurro rilancia la proposta di legge per ridurre il numero dei consiglieri, che è stata presentata e dovrà pertanto essere discussa indipendentemente dal ricorso presentato alla Corte Costituzionale dalle Regioni avverso al Decreto Legge 138/2011 che prevede la riduzione del numero dei consiglieri.

“Molte le motivazioni che mi hanno spinto a presentare la proposta – afferma Capurro – confesso, che non ultima, è stata la constatazione che, alla ripresa dei lavori del consiglio regionale e soprattutto delle commissioni, il tema non è stato affrontato e non si è ritenuto opportuno calendarizzare la discussione sulla riduzione del numero dei consiglieri regionali della Liguria da 40 a 30 e l’eliminazione degli assessori esterni”.

E’ sicuramente un errore volersi trincerare dietro il ricorso alla Corte di Costituzionale, un pessimo esempio che viene dato a tutti i cittadini della Liguria che, in seguito alle scelte adottate dal Governo, sono chiamati tutti a fare dei grossi sacrifici: la riduzione dei consiglieri deve essere fatta indipendentemente dall’esito del ricorso.

“In momenti come questi con poche risorse a disposizione – avverte Capurro – 40 consiglieri e una giunta composta da 12 assessori, di cui 6 di nomina esterna, per un totale di 46 stipendi, sembrano decisamente troppi”.
Passando a 30 consiglieri, come proposto, si ridurrebbero i costi annuali di più di 3 milioni di euro.

“Sono meravigliato e stupito delle reazioni dei miei colleghi Morgillo (Pdl) e Monteleone (Udc) – continua Capurro – che pur adoperando parole nobili, sono tesi alla conferma dell’esistente, scelte che dovranno motivare prima che al sottoscritto ai cittadini della Liguria”.

Persino chi manifesta una timida apertura alla proposta come Boffa (Pd) parla di un percorso “lungo e complicato”. “Non nascondiamoci dietro ad un dito – continua Capurro – solo noi consiglieri possiamo rendere il percorso “lungo e complicato” si tratta soltanto di apportare una modifica allo statuto, del resto lo stesso articolo 14 del decreto legge 138/2011 prevede 6 mesi di tempo per adeguare i rispettivi ordinamenti ai nuovi parametri che stabiliscono il numero massimo dei consiglieri regionali e degli assessori”.

“Per questo – conclude Capurro – penso sia necessaria una discussione approfondita e collegiale che esamini dettagliatamente la situazione, senza pregiudizi e senza riserve nell’esclusivo interesse della Liguria, dibattito che deve iniziare nell’apposita commissione in tempi brevi”.