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Supermercati: a Genova la spesa costa 6.357 euro all’anno

Genova. Genova è conveniente dal punto di vista della spesa in supermercati, ipermercati e hard discount? Così così. La città capoluogo è stata esaminata dall’indagine di Altroconsumo, insieme ad altri 60 centri, per misurare le dinamiche di vendita, quindi la maggiore o minore possibilità di scelta e risparmio per i clienti. La città della lanterna ne emerge senza infamia né lode, ma non si può definire tra i posti più convenienti d’Italia.

L’esborso annuale per la spesa è di 6.357 euro a famiglia ed il risparmio medio, sempre a nucleo familiare, è di 754 euro. Segno che sul territorio la competizione tra strutture di vendita c’è, ma è moderatamente interessata a sedurre il consumatore con offerte allettanti sui prodotti. I numeri rappresentano la mappa della rete commerciale per l’acquisto in un anno di alimentari, freschi e confezionati, prodotti per l’igiene personale e per la casa. Altroconcumo nella ricerca ha registrato 887.000 prezzi di 108 categorie merceologiche in 949 punti vendita in tutta Italia.

Verona conquista la palma della città in cui è possibile trovare il supermercato dove fare la spesa-tipo al prezzo più contenuto in assoluto: ogni famiglia spende in media 5.785 euro all’anno per fare la spesa, ma si risparmiano in media 844 euro. Seguono Pisa e Firenze. Savona è stagnante: spesa media 6.251 euro e risparmio 591. Fanalino di coda nella classifica invece Aosta, che chiude a 164 euro di risparmio medio annuo.

“E’ utile prestare attenzione all’interno del singolo punto vendita. Le offerte promozionali sui prodotti di marca consentono di risparmiare in media il 23%, percentuale che sale al 38% se si scelgono confezioni a marchio commerciale, sino al 42% per quelli a primo prezzo. Supera anche il 50% il risparmio possibile se si

sceglie l’hard discount” avvisano da Altroconsumo, con una puntualizzazione: “Quasi nessuna insegna offre più gli stessi prezzi su tutto il territorio nazionale. Ogni punto vendita si adatta all’offerta dei concorrenti più diretti. Maggiore è la dinamica concorrenziale, più numerose fioccano le offerte per il consumatore”.