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Cronaca

Sciopero generale, 15mila in piazza: Genova si è tinta di rosso Cgil

Genova. 15mila persone per tre cortei, una marea di persone che dal Terminal Traghetti, dalla Stazione Brignole e dalla Stazione Marittima è poi confluita in una piazza De Ferrari che alle dodici si è tinta di rosso Cgil: lavoratori, tutte le sigle della Cgil, i Cobas e gli studenti, tante bandiere del Pd, di Sel, il sindacato dei giornalisti e Anpi. Genova ha risposto così alla chiamata del sindacato della Camusso: la città che non ci sta ha invaso il capoluogo ligure al grido di “contro la manovra, ma anche contro il governo”, come oggi hanno ripetuto in molti .

“Questo governo ha sempre lavorato in maniera scientifica per dividere il movimento sindacale e continua a operare per questo”, ha detto Vera Lamonica, della segreteria nazionale della Cgil, aprendo il corteo degli operai . “Speriamo sempre che Cisl e Uil – aggiunge – non sottovalutino più quello che sta accadendo e ascoltino la protesta che cresce nel Paese. Noi lavoreremo sempre per l’unità sindacale, ma prima di tutto per il mondo del lavoro”.

Sul palco di De Ferrari anche l’europarlamentare Pd Sergio Cofferati, Marta Vincenzi, Alessandro Repetto e Claudio Burlando: “E’ arrivato il momento di cambiare perché non si può andare avanti così e, visto che questa consapevolezza non arriva dal Palazzo, è giusto che venga dalla piazza”, ha detto il governatore ligure. “La consistenza della crisi è evidente e la paga sempre di più il mondo del lavoro, i pensionati, il lavoro dipendente, i piu” deboli”.

In piazza anche Massimo D’Alema, contestato e fischiato da qualche manifestante che gli ha urlato “torna sulla barca”. “Si tratta di una protesta immensa, di cui bisogna capire il senso e che va ascoltata”, ha detto l’ex presidente del Consiglio,che stasera interverrà in un dibattito alla Festa Democratica. “Questa manovra è percepita come ingiusta perché scarica ancora una volta tutti i maggiori costi sui più deboli e non contiene nulla per il lavoro, lo sviluppo e la crescita del Paese”.

“Essere in piazza è importante per contrastare questa deriva incostituzionale”, ha detto Haidi Giuliani, in corteo accompagnata dal marito. Tutto bene dunque, fino a quando alla richiesta di cantare insieme l’Inno d’Italia avanzata dal palco, Genova ha risposto con i fischi, mentre qualcuno ha chiesto di intonare invece l’Internazionale.