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Cronaca

Sciopero Cgil, Don Gallo alza il tiro: “Una giornata non basta, blocchiamo il Paese per un mese”

“Come si fa a non sostenerlo, come si può essere complici di chi vuole distruggere i diritti dei lavoratori in nome del profitto? Altro che una giornata di sciopero, dovremmo bloccare il Paese per un mese intero”.

E’ duro Don Gallo in un’intervista rilasciata al quotidiano Liberazione, in cui non usa mezze misure per approvare la manifestazione indetta dalla Cgil. “Dobbiamo difendere i contratti nazionali, altro che l’arroganza della linea minchione-Marchionne. E poi basta con i dirigenti sindacali sul libro paga dei padroni. I poteri sono fortissimi ma noi abbiamo le idee e le istanze collettive, dobbiamo ribellarci. Io a 17 anni e mezzo ho visto nascere la democrazia e non intendo rinunciarci”.

Don Gallo si è anche espresso sulla necessità di fare pagare le tasse alla Chiesa, “come tutti”, e non “vivere nell’opulenza”.
“Ci sono tanti che fanno cose buone ma il sostegno deve arrivare volontariamente dai fedeli e non dallo Stato, altrimenti si è totalmente incoerenti con la via tracciata da Gesù – ha continuato Don Gallo – Ho in mente ancora un documento della Cei del 1981 in cui si asseriva che bisognava partire dai più deboli. Invece siamo dominati da “Comunione e lottizzazione”, dai focolarini e da tante altre congreghe che distribuiscono favori e sono il vero oppio dei popoli. La chiesa deve essere altro, deve farsi carico di un’ansia di giustizia sociale.

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