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Regione, sanità, Rixi: “Non saremo la stampella del centrosinistra”

Oggi nella III Commissione Consigliare Regionale (Salute) l’Assessore Montaldo ha ritirato il “Piano di Riorganizzazione del Sistema di Emergenza – Urgenza” ed ha chiesto contestualmente all’opposizione di centrodestra di assumersi le proprie responsabilità e stilare una riforma condivisa del Sistema Sanitario Regionale.

“Mi spiace guastare questo clima idilliaco da Fantabosco,” dichiara il Capogruppo del Carroccio Edoardo Rixi “ma come Lega Nord non siamo disposti a fare da stampella ad una maggioranza che non c’è e che non ha la capacità di gestire un comparto essenziale alla vita dei cittadini come la Sanità. Il Servizio Sanitario non deve essere gestito come una partita politica, piuttosto prima di qualsiasi futura decisione occorre ascoltare i responsabili dei servizi emergenziali del territorio per avere le idee chiare sulla situazione attuale. I problemi in Liguria abbiamo visto essere tanti: dalla mancanza di piastre poliambulatoriali all’inefficienza del Servizio di elisoccorso, solo per citarne alcuni. Nessuna cambiale in bianco” conclude Rixi “alla pseudo maggioranza di centrosinistra. Siamo disposti a discutere con tutti, in particolar modo con i cittadini, ma non accetteremo di dibattere su proposte preconfezionate.”

Gli fa eco il Pdl: i consiglieri regionali Luigi Morgillo e Roberto Bagnasco si dicono “preoccupati per le motivazioni alla base della decisione della giunta di ritirare il piano per i pronto soccorso: non sono quelle di un approfondimento con i consiglieri regionali ed il territorio ma sono frutto di profonde lacerazioni interne alla maggioranza stessa”.

“Burlando e Montaldo giustificano ufficialmente la scelta del ritiro con la futura nuova manovra che potrebbe essere varata dal Governo e che potrebbe portare, a detta del centro sinistra, altri tagli al Fondo sanitario regionale. In realtà – continuano i due consiglieri – è chiaro che sono più preoccupati a mantenere i difficili equilibri interni”.

Secondo Morgillo infatti il “timore della Giunta del pericolo di un commissariamento dovuto a problemi di disavanzo di bilancio dovrebbe essere già stato affrontato: le bugie hanno le gambe corte – dichiara Morgillo – le proiezioni dei Cie del II trimestre facevano prevedere un buco di 180 milioni. Per evitare il commissariamento quindi bisognava risparmiare 30 milioni fino alla fine dell’anno, per questo la Giunta ha già imposto alle Asl del territorio di farsi carico di provvedere ai risparmi necessari”