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Politica

Regione, Chiesa presenta il suo gruppo: “Liguria Viva un movimento che ascolta la gente”

Regione. “Dopo la scelta di abbandonare il Partito Democratico e le conseguenti, doverose, dimissioni da assessore regionale alle Infrastrutture – afferma Ezio Chiesa – insieme ad un gruppo di amici abbiamo cominciato a lavorare per dare vita ad un movimento civico con l’obiettivo di presentarci alle prossime elezioni amministrative”.

Il movimento, presentato stamane, si chiama Liguria Viva “In quanto riteniamo opportuno mettere al centro del dibattito politico le tematiche che riguardano la regione, liberi da ogni condizionamento di schieramento, ma con l’unico intento di riuscire a dialogare con la gente e i territori – spiega Chiesa – Liguria Viva è il messaggio della gente e dei territori che vogliono tornare a fare sentire la loro voce e sottolinea la vitalità e le potenzialità creative della nostra regione”.

I tre colori presenti nel simbolo rappresentano l’azzurro mare della Liguria, il cuore rosso e pulsante della gente e il verde dell’Appenino ligure, che da ponente a levante racchiude la Regione. “A partire dalle prossime settimane – continua Chiesa – i soci fondatori, inizieranno un percorso itinerante per fare conoscere il movimento e il simbolo alla gente della Liguria. Questo percorso è  propedeutico a continuare il contatto con le persone che è elemento fondante di  Liguria Viva che intende ascoltare e sostenere le istanze attinenti ai territori. A dimostrazione di questo, nei mesi scorsi siamo stati in prima fila durante la battaglia referendaria, soprattutto per sostenere i quesiti relativi l’acqua e il nucleare. Il successo dei referendum, che ha visto diversi partiti impegnarsi solo nelle ultime settimane, per poi poter dire: ‘E’ merito nostro’ non deve ritenersi concluso  con l’esito del voto”.

“L’esito del referendum dimostra ancora una volta, nel caso ce ne fosse bisogno, la distanza tra i partiti e gli elettori, in quanto uno dei quesiti referendari – continua Chiesa – poneva l’abrogazione sul fatto che fosse riconosciuto al gestore un interesse del 7%, sui capitali investiti in spregio al libero mercato e al rischio d’impresa”.

Secondo Chiesa fino ad ora non si è proceduto in questa direzione e in questo caso la colpa non è certo del governo, in quanto si poteva riunire le Conferenze d’ambito e decidere in modo autonomo di rispettare il volere degli elettori.
“Liguria Viva intende proseguire  la battaglia intrapresa, verificheremo  se i partiti che hanno appoggiato il referendum saranno in grado di fare altrettanto. Sempre in tema di referendum intendiamo sostenere la raccolta di firme per l’abolizione del ‘Porcellum’ e consentire agli elettori di esprimere sulla scheda il nome del candidato. Bisogna però rimarcare come sino ad oggi, salvo qualche rara eccezione – afferma Chiesa – i partiti non hanno fatto nulla per modificare in parlamento la legge esistente”.

Lo scopo è quello di mettere al centro dell’azione la salvaguardia e valorizzazione dei 235 Comuni che compongono la Liguria, l’ente da sempre più vicino alle istanze dei cittadini, che non deve essere penalizzato. Il federalismo è destinato a cambiare il volto politico del nostro Paese privilegiando le formazioni a carattere regionale pronte poi a confederarsi quando si tratta di votare per le politiche.

“Un federalismo che dovrà porsi degli obiettivi certi – continua il consigliere regionale – soprattutto sulla definizione e il ruolo degli enti, che diventano indispensabili se, come sembra, attraverso una legge costituzionale, saranno abolite le Province”. Secondo Chiesa un fatto è certo; l’alternativa non può essere la città metropolitana che finirebbe per allontanare ulteriormente le istituzioni dalla gente e dal territorio e ridistribuire in modo meno equo le risorse.

Tra i principali obiettivi di Liguria Viva, dare risposte alle esigenze della gente sfuggendo a vecchi schemi che finiscono per allontanare i partiti tradizionali dalle reali necessità del Paese e delle comunità locali.  Liguria Viva nei prossimi mesi porterà all’attenzione della stampa alcuni servizi forniti dai piccoli Comuni che hanno costi inferiori rispetto alla grande città e sono umanamente più vicini agli utenti.

Liguria Viva è anche preoccupata rispetto alle soluzioni prospettate per superare la crisi. “Non siamo contro i partiti, molte delle persone che aderiscono a Liguria Viva hanno militato in passato in diverse formazioni politiche – conclude Chiesa – ma riteniamo che oggi i partiti non riescono più a interpretare i bisogni della gente e purtroppo sono sempre meno radicati sul territorio”.

“Ora si tratta di affinare le linee programmatiche, per questo siamo pronti a confrontarci con i movimenti della regione per dare vita a alleanze civiche ed anche con quei partiti che condividono i nostri valori – dice Chiesa – Liguria Viva pur rivendicando la piena autonomia rimane nell’alveo del  centrosinistra, non a caso il sottoscritto in qualità di consigliere regionale conferma il suo pieno appoggio alla giunta guidata da Claudio Burlando. Per quanto riguarda le elezioni comunali saranno i nostri rappresentati sul territorio a scegliere con chi schierarsi, nessuna preclusione. Del resto nei vari Comuni le liste civiche da tempo sono una realtà e vedono convergere al loro interno persone spesso posizionate ideologicamente su posizioni contrapposte”.