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Politica

Profughi e destinazione d’uso dell’ospedale: oggi potrebbe arrivare la risposta della Regione

Busalla. E’ stata discussa in consiglio comunale la mozione presentata da Busalla Democratica e Busalla Domani sulla situazione dei profughi all’ospedale Frugone e sulla destinazione d’uso della struttura. Nell’occasione è stata anche presentata la lettera inviata al presidente della Regione Claudio Burlando e all’assessore alla Sanità Claudio Montaldo. “Dopo più di un mese non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta dall’amministrazione comunale e quindi abbiamo chiesto alla Regione di intervenire – spiega Marco Bagnasco, capogruppo di Busalla Democratica – il discorso dei profughi è passato in secondo piano, ma quello che ci sta a cuore più di ogni altra cosa è che venga mantenuta la destinazione d’uso sanitaria dell’ospedale”.

La decisione presa dalla giunta regionale in merito al Frugone era stata chiara, cioè una trasformazione in Rsa. “Ormai è ovvio che all’amministrazione comunale non vada bene questa scelta e lo dimostrano le soluzioni alternative prospettate, tutte inattuabili per mancanza di fondi – prosegue Bagnasco – Visto che è probabile che il sindaco decida di non firmare mai per la realizzazione dell’Rsa, a questo punto pensiamo che la Regione debba mettere la parola basta, magari anche nominando un commissario ad acta. Proprio oggi potrebbe arrivare la risposta dell’assessore Montaldo”.

Nel frattempo la questione profughi è passata in secondo piano. “La nostra preoccupazione è che un utilizzo non corretto prolungato dell’ospedale possa portare a un abbandono definitivo dell’uso sanitario – continua Bagnasco – ecco perché secondo noi sarebbe stato più giusto trovare una sistemazione diversa e più idonea per i profughi. Ma se questo non sarà possibile, non sarà un problema. L’importante è ricevere già da adesso una risposta definitiva sul futuro dell’ospedale”.

Il capogruppo di Busalla Democratica specifica che: “La situazione finanziaria del Paese è terribile e il rischio, se si continua a rimandare, è quello di perdere totalmente le risorse – conclude – a quel punto per il nostro ospedale non ci sarebbe più nulla da fare”.