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Porti, Burlando: “Siamo favorevoli al sesto bacino”

Genova. “E’ un tema complesso, non c’é dubbio che l’impatto sarebbe rilevante, ma dico subito che siamo favorevoli al Sesto bacino”. E’ quanto ha dichiarato oggi il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, rispondendo in Consiglio regionale a una interrogazione del capogruppo del Pdl, Matteo Rosso. “Genova non può non essere presente al massimo livello nelle riparazioni navali, per cui o decidiamo di uscire da questo segmento oppure ci entriamo in pieno”.

Matteo Rosso aveva sottolineato che “il quartiere di Carignano ha già pagato a caro prezzo il suo dazio allo sviluppo alla città e il bacino galleggiante per navi fino a 360 metri di lunghezza davanti allo Yachting Club di Genova creerà una barriera visiva enorme, un muro di settanta metri di altezza, oltre a inquinamento dell’aria e acustico”. Burlando ha invece ribadito “non possiamo uscire da questo giro, perché sarebbe una scelta pericolosa”.

“Un porto come quello di Genova che è sempre stato dentro al settore delle riparazioni navali non può permettersi di lasciarlo – ha aggiunto Burlando – e deve avere un bacino di quelle dimensioni, perché credo che si debba avere il coraggio di guardare avanti”.

“Condivido l’idea del presidente dell’Autorità Merlo di realizzarlo galleggiante in modo che possa essere anche spostato – ha aggiunto il presidente -. Mi rendo conto che ha un suo impatto, però in una regione che fatica, come tutta l’Italia e l’Europa, non dare il massimo in termini di efficienza e competitività a un sistema di riparazioni navali in cui ogni giorno lavorano tremila persone, tra diretto e indotto, secondo me è un errore”.

Il presidente vuole assicurare i residenti: “é evidente che bisognerà discutere sull’impatto e fare tutte le valutazioni ambientali del caso, da quelle visive a quelle acustiche. Non è un caso che la Regione ha deciso di finanziare pesantemente il porto verde, che prevede tra l’altro di alimentare le navi ferme con l’ energia elettrica direttamente in banchina, e questa è una scelta netta”.

Secondo il capogruppo del Pdl Matteo Rosso è invece grave “l’assenza di una progettazione complessiva del fronte a mare che lascia fortemente perplessi sulle ricadute negative che la struttura potrebbe avere sul territorio. Una scelta di questo tipo in un contesto come quello attuale di fatto danneggerebbe gravemente i quartieri che affacciano su quella porzione di specchio acqueo: i cittadini in questo modo si vedrebbero costretti a dover subire la presenza di una struttura alta 70 metri, come un edificio di 27 piani, e lunga 360”.

“Lo stesso Burlando – continua il consigliere regionale – affermando che il posizionamento presso il porticciolo Duca degli Abruzzi del bacino potrebbe essere provvisorio in funzione della futura programmazione del fronte mare, dimostra evidentemente di avere delle perplessità”.

“Non c’é niente di più definitivo del provvisorio – ribadisce Rosso – e questo mi preoccupa moltissimo visto che in questo modo si rischia di tradire le aspettative sia delle aziende di riparazioni navali e che si troveranno in una situazione di precarietà sia dei cittadini che di fatto non potranno avere certezze sul futuro del loro quartiere di residenza”.