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Nidi e scuole liguri, Uil: “La Cgil ritorni nei ranghi”

Genova. Come nasce la questione nidi e asili d’infanzia? Il Patto di Stabilità e gli effetti delle manovre finanziarie bloccano le assunzioni di personale, a qualsiasi titolo, nei Comuni che non rientrano nei parametri di virtuosità . Tale norma impedisce di sostituire personale anche nei servizi pubblici essenziali. Il Comune di Genova fuoriesce da questi parametri.

La scelta di Genova di garantire parte dei servizi attraverso società partecipate, nasce negli anni ’90, e la strategia permane, nonostante le scelte del Governo verso la privatizzazione e la vendita di intere aree di servizio pubblico. Allo stato attuale sono intervenuti diversi fattori a chiarire cosa pensano i cittadini: i due referendum sull’acqua e quello sui servizi pubblici. In questi giorni si sono aperti tavoli con la sindaco Vincenzi, la Giunta e tutte le parti sociali. Il tema è su come affrontare i tagli di bilancio imposti dal Governo e le norme che vincolano i comuni anche nelle scelte gestionali. Regole che mettendo a rischio la vita di tutti i servizi pubblici con ricadute dirette e pesantissime sui cittadini. Scelte difficili ma su cui il sindacato si deve esprimere. Non possiamo permetterci di far finta che non esistano manovre finanziarie e Patto di stabilità.

La UIL intende gestire i problemi e non si riconosce nel motto: “Muoia Sansone e tutti i Filistei”. Occorre affrontare con serietà il problema per avere un servizio per nidi e scuole per l’infanzia. Non si può sacrificare un servizio in nome di un principio che non garantisce né scuole, né occupazione. Cosa succederebbe alle famiglie se una mattina si trovassero l’asilo o il nido chiuso? L’accordo firmato venerdì da CGIL, CISL e UIL confederali (senza l’avvallo della categoria della funzione pubblica aderente alla CGIL) prendeva atto di due possibilità sino alla definizione del problema a livello nazionale.

La prima garantiva l’attività sulle 10 ore di servizio al cittadino, con una parte del servizio di attività non educativa gestita attraverso un affidamento esterno (per circa un’ora e trenta al giorno sotto il controllo degli educatori). Tutto ciò per un massimo di tre mesi e previo monitoraggio continuo. Strada che si è rivelata non percorribile poiché incerto sarebbe stato il mantenimento dell’indennità sulle 10 ore a tutto il personale (circa 170/180 euro mensili) con gravi problemi di organizzazione. La seconda prevedeva un affidamento esterno delle attività di sostegno ai bambini disabili con un parere favorevole della Consulta Handicappati allegato al verbale. Consulta che ha dichiarato la sua disponibilità.

CGIL, CISL e UIL hanno richiesto ed inserito limite temporaneo di massimo tre mesi, con un monitoraggio continuo e con la garanzia di una verifica dell’attività oltre al ritorno immediato alle normali procedure in caso di modifica delle norme finanziarie. Ben chiaro che l’obiettivo di CGIL CISL e UIL è il rientro alla normale gestione diretta delle attività attraverso le graduatorie concorsuali del personale.

Certamente diventa difficile, di fronte a certi avventurismi della categoria funzione pubblica della CGIL, riaprire il dialogo unitario ma credo che oggi più che mai sia necessario: abbiamo obiettivi che possono tornare ad essere comuni, una crisi internazionale pesantissima e scelte economiche nazionali che fanno pagare ai più deboli le conseguenze. Basta e avanza per ricercare l’unità sindacale!

Lella Trotta, Segretario Confederale UIL Liguria