Marcia per la Pace, 50.000 a Assisi: anche Vesco e Ranieri tra i partecipanti - Genova 24

Marcia per la Pace, 50.000 a Assisi: anche Vesco e Ranieri tra i partecipanti

Assisi. Sono arrivate da tutta Italia per marciare insieme. Erano 50.000 oggi le persone che hanno partecipato alla Perugia-Assisi, la marcia della Pace voluta cinquant’anni fa da Aldo Capitini, il capofila del pensiero non violento e del pacifismo ante-litteram, non a caso soprannominato il “Gandhi italiano”. Per ventiquattro chilometri persone di tutte le età hanno marciato per dire insieme che un mondo migliore è possibile, contro le guerre e contro le ingiustizie sociali.

Molti gli slogan e le bandiere che hanno animato il corteo, a partire dalla bandiera multicolore portata dai giovani, ma un pensiero particolare è andato alle 1500 persone morte quest’anno in mare per arrivare in Italia. “E’ stata una giornata piena di partecipazione, dalla Liguria eravamo almeno in 500″, dice a Genova24.it Enrico Vesco, assessore regionale all’immigrazione, al lavoro e ai trasporti, e delegato dalla Giunta a rappresentare la Regione Liguria, che ha stanziato un contributo di 5.600 euro per la realizzazione dell’evento.

“E’ un’iniziativa che non vuole soltanto rappresentare la testimonianza della Liguria contro la guerra”, continua Vesco, “ma, in un momento come questo di tagli indiscriminati allo stato sociale, essere presenti significa anche battersi contro le ingiustizie, la povertà, essere a fianco ai più deboli, di chi muore sul lavoro, di chi un lavoro non ce l’ha, degli anziani soli e dei precari”.

In marcia anche tante associazioni laiche e religiose, sindacati, e gli enti locali. “E’ stata un marcia bella e consapevole – commenta l’assessore alla cultura del Comune di Genova Andrea Ranieri: “Ogni anno è importante partecipare, ma questa edizione forse ancora di più visto che ricorre il 50enario. Di fronte alla crisi economica che ha messo il mondo in ginocchio, una risposta e una soluzione può arrivare proprio da questo mondo: il mondo del volontariato sociale e della Caritas, dell’Arci e di tutti coloro che chiedono di tutelare l’acqua e la cultura. E’ un mondo che si parla sempre più spesso attraverso internet e oggi è qui anche per elaborare una politica propositiva che dia risposte ai problemi del paese”.

Più informazioni