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Cronaca

Manovra, Trotta (Uil) su pensioni: “Un affronto alle donne, pronti a nuova mobilitazione”

Genova. “In pensione dopo i 65 anni? Un ennesimo affronto alle donne, ma solo come anticipazione delle ulteriori manovre che mireranno a far cassa con le pensioni. Toccare le pensioni è una scelta quasi indolore per la classe politica italiana che rimane avvinghiata al potere finché morte non la separi”. E’ il commento di Lella Trotta, Segretario Confederale UIL Genova e Liguria (Responsabile Pari Opportunità) all’indomani della nuova misura presente nella manovra oggi all’esame del Senato.

L’Italia rimane così un Paese senza ricambio, vecchio come chi lo governa (e che invece non decide di andare in pensione a 65 anni) – scrive Trotta in una nota – Nonostante tutto, il sistema pensionistico dei lavoratori dipendenti è sano come un pesce e si fa carico di spesa assistenziale, cassa integrazione ordinaria, sussidi di disoccupazione e mobilità, assegni di accompagnamento per anziani disabili e pensioni minime a quanti non hanno versato contributi. Quindi “toccare le pensioni” significa non risolvere i problemi di bilancio ma mettere le mani su denaro fresco di proprietà dei lavoratori.

Nelle varie edizioni della “manovra a tentoni”, il Governo non fa figli e figliastri e propone il pensionamento delle donne a 65 anni anche nel settore privato. Deprecabile. In Italia non si tiene conto che il lavoro di cura e di assistenza a minori ed anziani si fonda sul lavoro delle donne (lavoratrici pubbliche e private) che si fanno carico dei buchi assistenziali dei servizi sociali, sanitari, burocratici, governo della casa e della famiglia,della difficoltà di trovare un nido, dei tagli scolastici al tempo pieno ecc. E poi le donne si sentono quasi in colpa per un malinteso “privilegio” che permetteva di anticipare la pensione di tre anni. Ma quale privilegio? Le ore di vita che ogni giorno ogni donna spende per la famiglia dopo l’orario di lavoro sono tante, troppe. Da una ricerca OCSE risulta che le donne italiane dedicano ogni giorno 5 ore al lavoro in casa, mentre gli uomini solo un’ora e quaranta minuti.Situazione, la nostra, molto differente dal resto d’Europa”, è la conclusione del segretario confederale Uil.

Quei tre anni di lavoro in meno non risarciscono le donne italiane della loro vita multitasking , ma possono essere un dignitoso salvagente. Tagliare le pensioni di reversibilità, come qualcuno nel Governo ha suggerito, è un atto insensato contro chi ha fatto scelte di vita diverse o si è trovata costretta ad abbandonare il mondo del lavoro per crescere i figli o per badare agli anziani, per poi ritrovarsi senza collocazione lavorativa. Sarebbe quindi l’ennesima azione che colpisce in prevalenza donne, peraltro scarsamente rappresentate in parlamento, nelle assemblee elettive e nei luoghi dove si prendono le decisioni importanti.

Ricordiamo che in Italia, a parità di lavoro, esiste, tra uomini e donne, un’ enorme differenza retributiva e quindi di trattamento pensionistico. Il primato delle donne è nella disoccupazione, nel precariato, nella difficoltà di fare carriera, nel subire violenza sia morale che fisica. Toccare le pensioni significa togliere respiro e certezza al futuro alle famiglie, alzare l’età pensionabile a tutte le donne è l’ennesimo atto di violenza perpetrato a loro (a nostro) discapito. Contro questo provvedimento contenuto nella manovra la UIL di Genova e della Liguria e il suo Coordinamento Pari Opportunità invitano le donne e gli uomini ad una prossima mobilitazione.