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Manovra, tagli al welfare: 3300 famiglie rischiano di perdere il sostegno

Genova. “E’ di 390 milioni di euro il costo delle manovre del Governo, tra nuove tasse e tagli ai servizi, per i Liguri, oltre 2.400 a testa dal 2011 al 2014. E nel frattempo già si sono fatti sentire gli effetti delle manovre precedenti. Più di tremila famiglie hanno perso il contributo del fondo per la non autosufficienza, a partire da marzo; con gli ulteriori tagli che la regione Liguria subirà quest’anno è in pericolo anche il sostegno alle 3300 famiglie che, con un reddito ISEE inferiore ai 10000 euro annui, ancora ricevono l’assegno di 350 euro mensili.

L’intervento del fondo aiutava molti anziani non autosufficienti a rimanere nella propria casa; ora si allungano anche le liste di attesa per i ricoveri in strutture residenziali (solo nella Asl 3 quasi 1600). E gli anziani che sono in condizioni gravissime, tanto da percepire l’assegno di accompagnamento, sono il Liguria 46.000”.

E’ questa la situazione socio-sanitaria in Liguria dopo i tagli decisi dal Governo alle risorse destinate a questi settori emersa questa mattina nella conferenza stampa organizzata dallo SPI Cgil alla quale hanno partecipato Anna Giacobbe e Walter Fabiocchi rispettivamente Segretaria generale SPI Cgil Liguria e Segretario Generale SPI Cgil Genova.

“La conferenza stampa anticipa quello che sarà l’importante appuntamento pubblico di lunedì 19 settembre: “Difendere e innovare il sistema del welfare: nuove iniziative a sostegno degli anziani in Liguria” che si terrà presso la biblioteca Berio alla sala dei Chierici via del Seminario 16 a Genova. In questi anni le risorse per le politiche sociali sono state ridotte, con il taglio ai trasferimenti agli enti locali e la sottostima del fabbisogno finanziario in sanità. I nuovi tagli e le ipotesi di “riforma dell’assistenza” che il Governo ha inserito nelle ‘manovre’ di questa estate riducono ulteriormente quantità e qualità del sostengo alle persone e il ‘perimetro pubblico’ del welfare.

I problemi aperti non possono essere affrontati solo in una logica difensiva. In particolare, l’invecchiamento della popolazione, la condizione degli anziani, la necessità di nuovi equilibri tra le generazioni, comportano il fatto che non sarà sufficiente avere più risorse pubbliche: occorre una visione di welfare “complesso”, fatto sia di servizi, sia di una organizzazione sociale differente, e dell’attivazione di tante, diverse, risorse.

Un assetto futuro del welfare va costruito da oggi, puntando sulla definizione di livelli essenziali delle prestazioni sociali, adeguatamente finanziati, e sulla riorganizzazione dei servizi sanitari e sociali esistenti fondata sui principi dell’integrazione e della presa in carico; accanto a questo è necessaria però la mobilitazione di tutte le risorse di cui la comunità dispone, guidata da una forte regia pubblica: volontariato e cittadinanza attiva, ricerca, cultura e saperi, valore del patrimonio immobiliare, spesa privata per servizi alla persona, risorse che possano derivare da una più decisa azione di recupero dell’evasione fiscale anche a livello locale. Nella nostra ‘vecchia’ Liguria c’è sicuramente bisogno di questo. Ci proponiamo di discutere, ed agire, perché si creino le condizioni affinché ciò sia reso possibile.