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Economia

Manovra, nulla di fatto dall’incotro romano tra Governo, Regioni, Upi e Anci

Roma. Nulla di fatto questa mattina nell’incontro che si è svolto tra le Regioni, l’unione delle province italiane e l’associazione nazionale dei Comuni e il presidente delle commissione Finanze del Senato, Maurizio Gasparri e i capigruppo. Le proposte che erano state presentate in modo compatto dalle autonomie locali non sono state esaminate. Lo ha comunicato al termine dell’incontro la coordinatrice degli assessori alle politiche sociali in sede di Conferenza delle Regioni, Lorena Rambaudi.

“I punti presentati da Regione Anci e Upi – ha spiegato Rambaudi – sono stati discussi, ma Gasparri non ha preso alcun impegno a nome della Governo e tutto è stato rimandato alla discussione nell’Aula del Senato”.

“I due emendamenti che sono stati presentati dalle autonomie locali – ha continuato Rambaudi – riguardavano la richiesta di stralcio della riorganizzazione delle Province e dei Comuni, in modo da poter essere affrontato in maniera condivisa dalle forze politiche e l’impegno allo sblocco dei finanziamenti per investimenti che non creano ulteriori debiti”.

Tra le priorità che erano state individuate dalle Regioni e dagli Enti locali: il trasporto pubblico locale, il rifinanziamento del fondo sociale attraverso il ripristino di 900 milioni di euro a livello nazionale di cui 27 per la Liguria, la possibilità per le regioni di attuare il federalismo fiscale, lo sblocco degli investimenti per l’edilizia sanitaria ex art. 20, la modifica per le Regioni del patto di stabilità, giudicato troppo rigido per i vincoli di spesa.

“Tra le richieste – continua la coordinatrice degli assessori alle politiche sociali delle Regioni – anche lo stralcio delle questioni sanitarie che dovrebbero secondo noi essere discusse nell’ambito del patto per la salute, ricercando una nuova corrispondenza tra i livelli essenziali di assistenza e i finanziamenti a disposizione, per garantire una vera congruenza”.
La mobilitazione degli Enti locali proseguirà anche quest’oggi con una mobilitazione e il successivo incontro con il presidente del Senato, Schifani.