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Economia

Manovra, Cgia: le famiglie rischiano di pagare 2,6 miliardi di tasse comunali in più

Con la manovra bis del governo nel 2012 le famiglie italiane rischiano un nuovo salasso: potrebbero ammontare a circa 2,6 miliardi, infatti, le tasse comunali in arrivo dopo che ai sindaci è stata concessa la possibilità di aumentare l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef fino a toccare il valore massimo dello 0,8%. E’ la Cgia di Mestre a fare i conti.

Una “nuova cattiva notizia” per i contribuenti italiani con cui cercare “di ridar ‘fiato’ alle casse comunali per compensare, almeno in parte, ai durissimi tagli subiti in questi ultimi anni”, spiega in una nota il segretario degli artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi che quantifica: “Con questa misura rischiamo 2,6 miliardi di tasse comunali in più. Una vera e propria stangata che si abbatterà sulle famiglie e sulle piccole imprese”.

L’eventualità che i comuni sfruttino la possibilità offerta loro dal governo, infatti, è data quasi per scontata dalla Cgia. “Appare abbastanza probabile che molti Sindaci approfitteranno di questa possibilità per fare cassa. Infatti, non rientrando nei decreti sul federalismo fiscale che vietano un incremento della pressione fiscale, questo sblocco totale delle addizionali comunali Irpef andrà ad appesantire la tassazione locale sui contribuenti italiani”, denuncia ancora ricordando come la stima del gettito dell’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, attualmente in vigore, è pari a circa 3 miliardi di euro.

“Se i Comuni decideranno di aumentare l’addizionale al valore massimo consentito (0,8%), l’incremento di gettito sarà di 2,63 mld di euro”, calcolano. Un ‘peso’ che a livello medio nazionale sarà pari a 85 euro all’anno per ciascun contribuente, stima ancora la Cgia che indica come “in linea generale, le più penalizzate saranno le persone fisiche che presentano i livelli reddituali più alti”. Pertanto, a livello regionale, gli aumenti più consistenti si registreranno nel Trentino A.A. (+178 euro per contribuente), nella Valle d’Aosta (+164 euro) e in Lombardia (+130 euro).

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