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Cronaca

Liguria, stroncato gigantesco traffico di hashish: la droga finiva a Genova

Savona. Un commercio B2B della droga, si potrebbe dire, con transazioni esclusivamente tra grossisti. Quindi con notevoli quantitativi scambiati ad ogni operazione, nello specifico di hashish, mai sotto i 20 chilogrammi e con un controvalore di circa mille euro al chilo. L’ingente traffico di sostanze è stato stroncato dalla polizia di Savona attraverso una laboriosa indagine condotta dalla squadra mobile, coordinata dalla dirigente Rosalba Garello e dal pubblico ministero Ubaldo Pelosi.

Ieri il tassello finale dell’attività operativa, con un’operazione in Valbormida dove, al casello di Altare, sono stati arrestati gli ultimi capi dell’organizzazione con contestuale sequestro di 50 chili di hashish. Gli arresti sono stati complessivamente 11. Due eseguiti a giugno, quando finirono in manette Salvatore Novara e Saverio Carlino, nel blitz di via Bresciana, a Savona, che portò alla scoperta di 50 chili di hashish. Altri due sono finiti agli arresti a Cornigliano: si tratta di Claudio Bisso e Roberto Mungari Schipani, sorpresi nelle rispettive abitazioni con un totale di 20 chili di stupefacenti. Quindi, ieri, al casello altarese, quattro arresti in flagranza: Domenico Zapia, di Roccavignale, imprenditore edile (considerato la mente dell’organizzazione); Christiano Roux, incensurato, di Mentone; Italo Marco Pidu, commerciante, altresì residente a Mentone; e Fabio Bruzzese, di Quiliano. Sono stati infine colpiti da decreto di fermo Massimiliano Pessarin di Cairo, Antonino Celia di Imperia ed Emanuele Marino di Dolceacqua.

“L’inchiesta è partita a febbraio – spiega la dirigente Garello – e si è sviluppata con un lavoro minuzioso e spesso complesso. Negli ultimi tre mesi abbiamo raccolto tutti gli elementi necessari, sino al sequestro complessivo di un quintale e mezzo di hashish e un chilo di cocaina. Si tratta di una organizzazione criminale molto scaltra nelle dinamiche messe in atto, con una duplice fonte di rifornimento dello stupefacente: nell’Imperiese e in Francia. Non a caso le staffette utilizzavano auto con targhe francesi”.

“Possiamo dire che è stato stroncato un enorme traffico di hashish in Liguria, decapitando la banda con la sua dozzina di capi che ne tenevano le fila – prosegue la dirigente della squadra mobile – Da rilevare come questi trafficanti, alcuni con ‘specializzazione’ internazionale agissero sempre con modalità diverse per deviare i sospetti, oltre al classico uso di conversazioni in codice, cambio continuo di Sim telefoniche e ricorso ai sottovuoti del caffè per confezionare la droga e mascherarne l’odore. Non è stato semplice individuare i canali di rifornimento e i momenti esatti delle consegne”.
“E’ stato interrotto un gigantesco flusso di stupefacenti in Liguria – conferma Roberto Di Guida, vicario del questore di Savona – Grazie alle capacità investigative messe in campo dalla squadra mobile ed un lavoro approfondito, si è conclusa un’operazione importantissima nell’ambito del contrasto al traffico di stupefacenti”.

I personaggi che manovravano l’organizzazione operavano esclusivamente all’ingrosso, mai al dettaglio, e non trattavano scambi al di sotto dei 20 chili. Durante l’indagine sono stati requisiti anche telefoni cellulari, 2 mila euro in contanti, bilancini di precisione ed uno storditore elettrico. Tutti gli arrestati devono rispondere di traffico internazionale di stupefacenti.