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Lazio-Genoa, Malesani: “Vittoria meritata, la dedico a Preziosi”

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Roma. “Questa vittoria è per il presidente, ingiustamente trattato male”. E’ un Alberto Malesani soddisfatto quello che fa il punto sulla partita appena conclusa a Roma dove il Genoa ha espugnato l’Olimpico, vincendo 2-1 sulla Lazio. “Una bella gara, molto meglio di quella di domenica, in tutti i 97 minuti. Siamo contenti”.

Nel calcio, del resto, il risultato è quello che conta. “Io non ho mai perso fiducia – ha detto il tecnico in conferenza stampa – anche nel primo tempo abbiamo concesso qualcosa, è vero, ma siamo stati vicini al gol. Eravamo un po’ sfilacciati, poi l’entrata di Jorquera ci ha reso compatti e equilibrati. Da lì in avanti, non c’è niente da dire, la nostra è stata una vittoria meritata”, ha ribadito Malesani.

A chi gli chiede se Jorquera e Seymour a centrocampo possono disegnare un “Genoa alla cilena”, Malesani non concede: “Su Jorquera ho insistito molto, è prezioso, ma ora deve rimanere umile e andare avanti”. Stessa musica per Palacio, il mister lo dice a chiare lettere: “i campioni non si incensano”.

“Rodriguo è un campione – ha detto il mister – è un numero uno e, ringraziando il presidente, abbiamo la fortuna di averlo, ma i campioni non si incensano”. Qualche nota dolente per la forma ancora un pò scarsa di Constant: “Oggi non potevamo regalare un uomo in centrocampo alla Lazio – ha spiegato il tecnico – la sua è una questione psico fisica, ma non è un problema, recupererà il ritardo”. Anche Kucka non è stato perfetto: “Nel primo tempo era simile a domenica scorsa, poi è migliorato molto, e si è sentito quando ha iniziato a innescare il turbo – ha sottolineato il mister – perché da quel momento ne ha beneficiato tutta la squadra”.

Quanto al futuro, Malesani ha le idee chiare: “Ci nutriamo di risultati, il resto non cambia, non ho fatto drammi sul pareggio con l’Atalanta, passato come una sconfitta, allo stesso modo domani torneremo a lavorare. Ci vogliono un paio di mesi per creare una squadra – ha concluso Malesani – così come servono anni per creare la mentalità, ma questo dipende dalle strategie societarie. Questa vittoria è per il presidente, che fa programmi seri, squadre buone e bilanci sani”.