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La prima regola per una casa sostenibile ed ecocompatibile? Affidarsi al bioarchitetto

Attento ai materiali, che siano ecompatibili e biosostenibili, ma anche alle tradizioni; capace di affrontare la complessità di un progetto contemporaneo e di trovare soluzioni al di là delle pratiche correnti; in grado di portare avanti una visione strategica senza mai perdere di vista gli obiettivi primari: energia e salute.

E’ il bioarchitetto, il cui compito è di “fare in modo che chi abita lo spazio si senta bene e davvero a casa, parte integrante dell’ambiente che lo circonda”, spiega Wittfrida Mitterer, bioarchitetto e direttrice della rivista “Bioarchitettura”. Lei parla della bioarchitettura come di “una sorta di nuovo Umanesimo” che prende in considerazione, per progetti e interventi, “la storia e la geografia di un luogo e punta alla sostenibilità, ma anche alla durabilità, perchè i progetti siano non solo sani ma anche fatti per duarre nel tempo, e quindi economici.

“Infatti -aggiunge la Witterer- non è vero che la bioarchitettura è una cosa per ricchi, anzi: intervenendo in fase progettuale e puntando sui dettagli costruttivi si può risparmiare parecchio. In più, noi sanciamo il principio dello slow-tech in contrapposizione all’hi-tech”. No, quindi, a tutta quella tecnologia che a volte non fa altro che complicarci l’esistenza. Ma come si diventa bioarchitetto? Prima, naturalmente, è necessario seguire il percorso accademico tradizionale e poi partecipare a un master specifico come quello presso la Lumsa, “CasaClima & Bioarchitettura”, frequentato ogni anno da architetti e ingegneri da tutta Italia e che vanta un team di docenti di fama internazionale.

Questo perché il bioarchitetto non può esimersi dall’approfondire le tematiche della bioclimatica (raffrescamento, ventilazione e illuminazione naturali), dell’isolamento termico e acustico degli edifici e del risparmio energetico. Il bioarchitetto deve anche sviluppare le competenze che gli permettano di saper valutare in termini ecologici i materiali edili, gestire le acque e risanare il presistente.Tutti temi affrontati nel corso del master. Per chi invece volesse contattare un bioarchitetto, il riferimento è l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura.

Anche sul sito è possibile effettuare una ricerca per contattare il bioarchitetto più adatto alle proprie necessità, a seconda del settore di intervento, che sia design e arredo, giardini e paesaggio, edilizia residenziale o scolastica.

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