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In vendita gli ex ospedali per tappare i buchi della sanità, Burlando: “Per non finire come la Campania”

Erli. Un nuovo capitolo si aggiunge alla complessa vicenda della sanità ligure, partita su cui si giocano i destini incrociati di politica ed economia ai massimi livelli: la cartolarizzazione degli edifici dismessi. Una voce, quest’ultima, che già ieri aveva fatto infuriare gli animi nella maggioranza, e in particolare quelli del governatore Claudio Burlando e del suo vice, l’assessore Marylin Fusco. Secondo l’esponente dell’Idv la questione riguarda l’urbanistica, di sua competenza, mentre Burlando sosteneva di affidare l’incombenza all’assessore al bilancio Pippo Rossetti. Il contrasto infine è stato mitigato dalla scelta di delegare anche la Fusco alla pratica.

Burlando, oggi all’inaugurazione dell’impianto eolico di Erli, sulle alture albenganesi, così ribadisce gli intenti: “Sulla sanità c’è una discussione ampia che coinvolge non solo l’Italia dei Valori, ma anche il mio partito. Sinora abbiamo sviluppato un lungo percorso migliorativo: sei ospedali per acuti chiusi, Ist e San Martino fusi insieme, Santa Corona e Sampierdarena deaziendalizzati, oltre 100 strutture complesse abrogate o in via di soppressione. E da ora un grosso risparmio sui farmaci. Rimane il problema della spesa, che eccede le risorse. Se non vogliamo diventare come quelle Regioni che sono perennemente in disavanzo con tasse forti su cittadini e imprese, dobbiamo fare ancora uno sforzo, il che significa ridurre la spesa di 100 milioni su 3 miliardi, equivalenti al 3%. Quest’anno potremo coprirli in buona parte con la cartolarizzazione dei beni immobili che non sono più usati”.

Quest’ultimo è un punto che probabilmente terrà banco nei prossimi mesi: la cosiddetta cartolarizzazione bis, ossia il processo di vendita della strutture socio-sanitarie che non vengono più impiegate o sono poco usate. Per la provincia di Savona, già messe in vendita per risanare il buco finanziario dell’Asl, si tratta di due residenze per anziani, ad Alassio e a Varazze. Operazioni che potrebbero portare in cassa 11 milioni di euro ma che, secondo alcuni, non sarebbero così semplici da portare a termine. C’è poi un’idea, quella di cambiarne prima la destinazione d’uso, trasformandole in residenze per impennarne il valore commerciale, che non a tutti piace. Le procedure di cartolarizzazione verranno gestite dalla Filse, il braccio finanziario della Regioneguidato da Piero Biglia di Saronno, vicino all’area Idv, il partito dell’assessore e vicepresidente Fusco.

Il governatore regionale guarda oltre. “Non basta – dice – bisogna fare un ultimo miglio per essere stabilmente come l’Emilia e non come la Campania o il Lazio. Queste scelte, si sa, comportano discussioni, ma sono cresciuto in una famiglia in cui si spendevano i soldi che si avevano e non mi si può convertire all’idea di sborsare più di quanto si ha a disposizione. Su come si può fare il ridimensionamento si può dialogare, ma sulla necessità di mettere a posto i conti non si può discutere”.

L’obiettivo condiviso dalla maggioranza regionale è quello di non superare la soglia del 5% di disavanzo a fine anno, in modo che non possa realizzarsi l’accompagnamento da parte del Ministero della Salute che bloccherebbe ogni autonomia di scelta da parte della Regione. Ma con l’anno nuovo, di fronte alle nuove proposte di “semplificazione” e “razionalizzazione” dell’assessore Montaldo, tornerà ad inasprirsi il dibattito, anche in seno alla compagine che sostiene Burlando.