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Il Senato solleva il conflitto di attribuzioni nei confronti della procura di Milano sul caso Ruby

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Il Senato solleva il conflitto di attribuzioni nei confronti della procura di Milano sul caso Ruby. Il via libera con 151 sì, 129 no e due astenuti. Come già la Camera, anche Palazzo Madama sostiene quindi che solo il tribunale dei ministri debba occuparsi della telefonata del premier Silvio Berlusconi alla questura di Milano per il rilascio di Karima el Mahroug. ”Il conflitto di attribuzione è del tutto destituito di ogni fondamento”, dice Anna Finocchiaro intervenendo in aula al Senato.

”Con questa votazione il Senato si associa ad una causa persa – continua – e questo non gli giova, ma soprattutto il Senato è camera del tutto estranea, perché la competenza è comunque della Camera dei Deputati. Questa discussione e questa decisione è esclusivamente, perdonatemi la volgarità, una marchetta nei confronti del Presidente del Consiglio. Un ulteriore espediente per allontanare il tempo in cui dovrà rispondere al suo giudice”.

Critico anche il senatore dell’Italia dei Valori, Luigi Li Gotti. “Non esiste alcun precedente che giustifichi questo paradosso giuridico – sottolinea -. Siamo stufi. Dopo le leggi ad personam ora abbiamo i precedenti ad personam. Ogni volta che si parla di Silvio Berlusconi facciamo uno slalom tra gli articoli di legge”. “Cosa diciamo agli italiani -domanda Li Gotti- che spendiamo i soldi di tutti per i privilegi di uno? La verità è che se ci fosse un organo di controllo contabile noi parlamentari saremmo tutti responsabili di peculato. Non possiamo, come alla Camera, certificare con un voto che Silvio Berlusconi credesse davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak”.