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Cronaca

Il 113 non può registrare le chiamate, Traverso (Silp): “Così si compromettono le indagini”

protesta sindacati di polizia, silp

Genova. I sindacati di polizia sono scesi stamattina in piazza per protestare contro i tagli al comparto sicurezza, ma nel frattempo, proprio ieri sera hanno scoperto la “ciliegina sulla torta”, in questo caso molto amara. Il 113 non è in grado di registrate le chiamate da circa un mese.

“La notizia ci è stata confermata dalla Questura, quindi è certa – dichiara Roberto Traverso, segretario provinciale del Silp Cgil – il 113 non può registrare le telefonate perché una scheda è rotta e non ci sono i soldi per ripararla. Tra l’altro, parliamo di una cifra piuttosto esigua e questo dimostra quanto il comparto sicurezza sia penalizzato e impossibilitato a lavorare come dovrebbe”.

Traverso precisa che il fatto è gravissimo. “Proprio al 113 arrivano le richieste di soccorso e da lì partono le indagini – spiega – il fatto di non poter riascoltare le registrazioni compromette in maniera irreversibile l’attività investigativa”.

Insomma i problemi per la polizia genovese sembrano proprio non finire mai. Circa due mesi, infatti, il guasto alla centrale operativa era un altro, cioè non funzionavano i computer. Gli operatori erano costretti a portare i propri Pc da casa, procedura che peraltro è proibita dalla legge, ma che costituiva l’unica soluzione per poter lavorare. “Fortunatamente, dopo la nostra denuncia, quel problema si è risolto, ma la situazione di adesso è estremamente più grave – continua Traverso – e dipende sempre dalle poche risorse destinate a chi dovrebbe garantire la sicurezza della cittadinanza e che invece si ritrova a lavorare senza benzina nelle macchine, con i topi in mensa e con il personale ridotto all’osso”.

Insieme al Silp Cgil stamattina hanno manifestato in piazza anche i sindacati Siap e Ugl. “I cittadini chiedono sicurezza e il Governo li prende in giro tagliando risorse economiche e colpendo nuovamente il comparto sicurezza con una Legge Finanziaria ingiusta e iniqua”. Con questa frase hanno sintetizzato i nuovi problemi che si andranno ad aggiungere a quelli già gravi in cui il settore si trova ad operare ormai da mesi.