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Global Games, Genova capitale dei mondiali per atleti disabili

Genova. Il capoluogo ligure sarà la capitale di una delle più importanti manifestazioni sportive mondiali, ovvero i Global Games 2011, i Mondiali per atleti con disabilità intellettivo-relazionali che si svolgeranno in Liguria dal 25 settembre al 4 ottobre. Varie le sedi che ospiteranno i giochi: atletica leggera (Borgo Prino, Imperia), calcio a 5 (Palasport di Imperia), ciclismo (a Genova) tennis tavolo (VaillantPalace a Genova), Judo ( Paladamonte a Cogoleto), Rowning (a Genova Pra), Basket, Nuoto e Tennis a Loano.

Cinque i continenti coinvolti, 1200 gli atleti, 38 le rappresentative  nazionali che sabato 24 verranno accolte in villaggi allestiti in tutta la Liguria. “C’è voglia di normalità non solo in ambito sportivo, ma per tutto ciò che riguarda l’organizzazione di quella che definisco una Olipiade a tutti gli effetti – ha dichiarato Dario della Gatta, presidente del Comitato Organizzatore – i disabili intellettivo relazionali, sono atleti a tutti i livelli, basto pensare che il loro record mondiale per i 100 metri e di 10 secondi e 5 centesimi. I ragazzi vengono qui perché vogliono vincere le medaglia, allenandosi come gli altri”.

La cerimonia d’apertura dei Global Games, che per il nuoto e l’atletica consentiranno l’accesso alle Paralimpiadi di Londra 2012, si terrà lunedì prossimo in piazza De Ferrari e vedrà la partecipazione di 3000 studenti genovesi. “Sarà una grande festa, in cui centinaia di ragazzi delle scuole genovesi formeranno un gioioso mare composto di magliette azzurre – ha detto Giorgio Gallione – Poi faremo arrivare magicamente alcune strutture di quel grande artista che è Marcello Chiarenza, che sono in realtà una flotta di velieri, meduse, gabbiani, che si muoveranno intorno al logo di Global Games, cioè la gatta ligurissima di Gino Paoli”.

Testimonial d’eccezione dell’evento è l’atleta Silvia Salis: “Invito tutti a seguire le gare perché i ragazzi stupiranno per il loro entusiasmo – ha spiegato – noi atleti normodotati, anche se non mi piace usare questo termine e fare distinzioni, abbiamo tutto da imparare da loro”.