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Politica

Genova, Pardini (Prc): “Continui tagli alla scuola, a rischio posti di lavoro e istruzione”

Genova. Roberto Pardini, responsabile Scuola Prc Genova, lancia un forte allarme. “A Genova e in Liguria l’istruzione pubblica continua a subire pesanti attacchi. Leggiamo infatti che, secondo i criteri fissati dalla Regione, saranno nuovamente accorpate 23 scuole – spiega – Ricordiamo che qualche anno fa la Regione con l’assessore Massimiliano Costa effettuò un piano di accorpamento che andava ben al di là dei dettati draconiani del Governo centrale. Chissà se il ministro si aspettava che una giunta di sinistra (o presunta tale) applicasse un piano così fedele senza un briciolo di opposizione alle politiche centrali”.

“Ora si effettua una operazione del tutto simile che comporterà licenziamenti, disagi sul lavoro per le scuole, gli studenti e le famiglie. Tra l’altro ricordiamo che qualche mese fa, nonostante le ripetute richieste dei comitati (SOS Scuola e COGEDE, associazioni dei precari) la Regione si rifiutò di aderire ad un ricorso nazionale contro i tagli del Comitato Scuola e Costituzione di Bologna il quale aveva dimostrato con risultati in sede giuridica la non applicabilità della controriforma degli istituti superiori – continua – Un bel modo di difendere l’istruzione pubblica, non c’è che dire. Tra l’altro, mentre si continuano ad applicare tagli alla scuola pubblica, a nessuno in Regione passa per la mente di risparmiare sul buono scuola elargito agli studenti delle private. Ma deve essere un metodo tutto ligure”.

Posti di lavoro a rischio e sempre più problematica per gli studenti. Ecco la denuncia di Pardini. “Evidentemente qualcuno pensa che il ruolo delle amministrazioni locali sia quello di fungere da ente intermedio che senza colpo ferire trasferisce i tagli del governo centrale direttamente sui cittadini più deboli, a cominciare dall’istruzione. Il Comune di Genova con l’ineffabile Assessore taglia merendine Paolo Veardo ha deciso di non assumere 70 maestre per gli asili comunali vincitrici di concorso. Oltre al danno per le lavoratrici, ci sono circa 1500 bambini che vedono ritardato di mesi il loro inserimento – conclude – Queste famiglie, spesso con problemi a gestire famiglia e lavoro si dovranno in gran parte rivolgere ad istituti privati. Siamo sicuri che questo problema non assilla più di tanto l’assessore comunale all’istruzione. Per lui, come per il suo partito (PD), l’istruzione pubblica è anche quella privata. Noi invece pensiamo il contrario, ma forse siamo dei residui del Novecento”.