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Cronaca

Genova in fiamme, ma è solo un ciak: il film sulla Diaz dieci anni dopo

Genova. Un’oretta passata sul set di “Diaz – Non pulire questo sangue”, il film che racconta le storie di quella notte che Genova continua a ricordare, raccontare, costruire e ricostruire nonostante siano passati dieci anni.

Un’oretta su quel set a osservare il lavoro di molti bravi professionisti, con il loro accento romano, con le loro magliette (Il regista oggi vestiva una maglietta con scritto: “Diaz … we made it”), e per chi –come molti di noi – hanno vissuto il G8 di persona, sarebbe fin troppo facile criticare la patinata atmosfera cinematografica se confrontata con la realtà di quei giorni.

Invece il cinema stupisce, e ti ritrovi lì in mezzo a una via Archimedia sconquassata, distrutta, e non si possono che ritrovare quei ricordi e quelle fotografie.

Ma il cinema fa una cosa in più. Aggiunge una cornice in più (anche solo nella sequenza che abbiamo potuto osservare).

Non solo scontri, non solo violenza, sangue. Ma il silenzio del giorno dopo. Un uomo che nella desolazione di via Archimede passeggia con il suo cane. Tra i detriti, le macerie, il blindato dei carabinieri. Il silenzio. La quotidianità che attraversa la violenza.

L’uomo guarda dentro il blindato. E allontanandosi, sputa. Dieci anni dopo il G8, il film “Diaz-Non pulite questo sangue” racconta tutto questo.

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