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Genova, dal Festival alla Staffetta dell’Acqua: Pietro Mennea testimonial d’eccezione

Non indossava una tuta dal 1988, ma ha deciso di farlo non per vincere l’ennesima medaglia, ma per perorare la causa dell’acqua come bene comune. Sarà Pietro Mennea,”la freccia del Sud”, il tedoforo che darà il via alla Staffetta dell’Acqua, domani a Reggio Emilia. Nata dal Festival dell’Acqua promosso a Genova da Federutility, la staffetta parte quindi con un testimonial d’eccezione, il velocista record mondiale nei 200 metri, pronto a portare con sé l’originale testimone, una borraccia riempita d’acqua.

“E’ un progetto sociale e non commerciale: ecco perché ho deciso di partecipare alla staffetta, indossando di nuovo la tuta dopo più di 20 anni – spiega all’Adnkronos Pietro Mennea – lo faccio per ricordare a tutti che l’acqua è un bene pubblico al quale tutti devono poter accedere liberamente, anche se oggi sono ancora troppe le persone alle quali questo diritto è negato. E nei prossimi anni saranno ancora più numerose”.

“Questa campagna è molto importante – aggiunge Mennea, che ne approfitta per lanciare un messaggio alla politica italiana affinché “l’acqua rimanga un bene pubblico e non diventi oggetto di mercato, perché il mondo può vivere senza petrolio, ma non senza acqua”.

La Staffetta dell’Acqua è doppiamente importante per Mennea. Il compenso per la sua partecipazione, infatti, andrà in beneficenza alla fondazione che porta il suo nome (www.fondazionepietromennea.it) e alla quale Mennea tiene molto, anche perché è il risultato di un lungo percorso iniziato nel 1976 con i terremotati del Friuli, poi in prima fila con i familiari delle vittime di Ustica e proseguito con la fondazione. L’onlus si occupa soprattutto di bambini, di sostegno alla ricerca medico-scientifica e partecipazione a progetti di lotta alla fame nel mondo e di intervento nelle zone di crisi, ma anche di progetti culturali. “Oggi siamo la prima fondazione per numero di donazioni di libri in tutto il mondo”, sottolinea con orgoglio Mennea. Giorni importanti per il campione che non solo si prepara alla staffetta di domani (a Reggio, il percorso del tedoforo si snoderà tra Piazza Prampolini, via Crispi e piazza Martiri del 7 luglio), ma diventa protagonista di un film documentario le cui riprese partono proprio oggi. Il titolo del film è “Diciannove e settantadue” in omaggio al record mondiale detenuto per ben 17 anni.

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