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Genova, arriva il Festival Internazionale di danza nei Paesaggi Urbani

festival corpi urbani

Genova. Il 5 e il 10 settembre a Genova e l’11 settembre a Finale Ligure, Corpi Urbani/Urban Bodies – Festival Internazionale di Danza nei Paesaggi Urbani, propone creazioni e performance di compagnie italiane e straniere in un panorama variegato di forme e linguaggi del corpo, per un totale di 17 spettacoli e 22 artisti. Ideato e organizzato dall’Associazione ARTU (Arti per la Rinascita e la Trasformazione Urbana) e giunto alla nona edizione, il festival valorizza lo spazio urbano e invita alla scoperta del territorio attraverso l’arte della danza contemporanea, convogliando la memoria storica dei luoghi a una nuova visione.

Corpi Urbani quest’anno deve ridimensionare il numero di eventi ma riesce a mantenere elevata la qualità della proposta artistica. Il 5 settembre, nel cortile maggiore di Palazzo Ducale, è prevista una presentazione del festival, per il pubblico e per la stampa, che prevede un’insolita performance all’insegna del buon cibo e della bella musica. A curare l’evento è Daniele De Michele alias DONPASTA.SELECTER che con COOKIN’ DJ SET usa vinili e pentole contemporaneamente, mixer e minipimer per frullare musica e veloutés.

Toasting, cucina e selezioni musicali, un dj set speziato di sonorità del mondo intero, tra il funk, il reggae, il Sud America e la Londra meticcia. Dall’emozione del cibo, tra profumi di cioccolata e caldo soul, la serata prosegue con l’emozione della danza verticale con la compagnia spagnola CIRCODELICIA. Il loro spettacolo AIREARTE è un insieme di poesia, danza e musica che racconta del mare. I due danzatori si immergono in un’acqua immaginaria per volare sulla facciata di Palazzo Ducale.

Per la prima volta nella storia del festival si dà avvio alle residenze coreografiche per lo spazio urbano (che sfoceranno nell’apertura al pubblico il 10 settembre) con l’obiettivo di creare un’occasione di ricerca per gli artisti, uno strumento di osservazione della vita sociale e culturale di alcuni quartieri della città, ma anche un’importante opportunità per una cittadinanza più partecipata e integrata.

FACTORIES è un progetto speciale per il Sestiere della Maddalena, nel centro storico di Genova e prevede: un progetto creativo site specific ideato e condotto da Silvia Gribaudi con la partecipazione di alcune donne over 60 (realizzato in collaborazione con la cooperativa SABA e lo Spazio Anziani di Piazza dei Greci), un progetto creativo di Serena Loprevite e il coinvolgimento del civico 3 di Piazza della Posta Vecchia, una residenza di Marta Bevilacqua sul tema del viaggio e della scoperta del nuovo. Tre giovani coreografe interessate alla ricerca nello spazio urbano e sensibili alle tematiche sociali e comunitarie, la cui esperienza parte dal presupposto che l’arte può e deve rappresentare un valore aggiunto nei processi di trasformazione urbana e che attraverso un lavoro specifico sul territorio e con il coinvolgimento degli stessi residenti, l’arte favorisce una consapevolezza critica del cambiamento.

Corpi Urbani è un incontro e stimola un processo in divenire di interazione tra gli artisti, il luogo e i suoi abitanti. Il tessuto sociale diventa terreno di sperimentazione per gli artisti e una scoperta per il pubblico. E se attraverso le residenze gli artisti entrano in contatto con la quotidianità delle persone, in altri casi ci si allontana da quel vissuto sociale per mostrarne un altro. È il caso di FLAVIA TAPIAS che con LIVING ROOM ci trasporta nei condomini costruiti per le famiglie a basso reddito, dove vivono persone che cercano continuamente di fare grandi cose ma che finiscono sempre per tornare alla loro dura realtà.

Su un piano più fisico c’è poi un secondo incontro, quello del proprio corpo con altri corpi. Per il duo spagnolo EMBER, con Y DEL RESTO NO SÉ NADA, si tratta di una sfida, di una partita tra due persone. Per il quartetto EMBER/LA MACANA, con COLA DE GALLO, è un cocktail artistico, un incontro tra culture simili, ma ben definite, tra Galicia, Barcellona e Bilbao. Per NICOLA MARRAPODI e CRISTINA BANCHETTI, con M/F, è un percorso che dall’essere umano porta al maschio e alla femmina, e ritorno. Per DANIELA BENDINI, con MEA DEA è un incontro/antitesi tra due modelli femminili, quello storico/mitologico e quello contemporaneo.

Poi c’è un incontro più intimo, con il proprio corpo e poco altro. FEDERICA PORELLO in SOLO ON BACH & GLENN sceglie la musica e dà origine a uno spartito coreografico in relazione alle Golberg Variations di J.S. Bach suonate da Glenn Gould. FRANCESCA FOSCARINI in KALSH indaga il tema dell’abbandono, della non resistenza, della riduzione della presa sul mondo e il conseguente sprofondare al suolo. FLAVIA TAPIAS in ON NE SE CONNAÎT PAS ENCORE MAI, alternando momenti di intimo lirismo a una silhouette tragi-comica di altri tempi, mette in scena una rinnovata Carmen Miranda, attrice e cantante portoghese naturalizzata brasiliana. FRANCESCO SGRÒ con JUST ANOTHER NORMAL DAY è interessato ad analizzare il rapporto tra gesto fisico, gesto acrobatico e oggetto.

Infine c’è un incontro tra generazioni diverse. Il progetto Temporabilia-urbs, della compagnia genovese Nari-Frangioni/UBIdanza, è un “luogo” sospeso in cui un gruppo di bambini incontra un personaggio che si muove in un flusso di detriti gestuali alla ricerca di un’identità.

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