Quantcast
Cronaca

Genova, alla ricerca del parcheggio perduto: “Caro assessore, volevo solo pagare”

Genova. Ventiquattro euro di multa per aver sforato il tempo di parcheggio consentito. Tutto rientrerebbe nella prassi quotidiana dell’automobilista alle prese con l’annosa questione del costo parcheggi a pagamento, se non fosse per un particolare: Roberto Pittaluga, l’automobilista multato, avrebbe voluto pagare l’orario regolare della sua sosta ma a causa di un guasto alla macchinetta per il pagamento, non ha potuto.

La disavventura del genovese, è finita in una “lettera” pubblicata su Facebook, recapitata sulla bacheca dell’assessore comunale al Traffico, Simone Farello, e postata sulla bacheca del deputato Mario Tullo per conoscenza.

Lasciato il parcheggio dell’acquario alle 11,30 e rientrato in ufficio alle 12,30, il parcheggio dell’acquario e quello sotto la sopraelevata erano pieni. “Sono andato davanti al mercato del pesce dove ci sono diversi posti liberi nell’area ‘isola azzurra’ – scrive Pittaluga nella nota – nonostante i 2,50 euro all’ora mi appaiono come un furto legalizzato altro non si può fare. So che mi devo fermare fino alle 15,30 ma farò il biglietto almeno fino alle 16 perché a Genova si sono inventati la multa se sfori l’orario di sosta, 24 euro per evitare di usare dipendenti che controllano le auto. Voglio evitare di prendere la multa. Estraggo il bancomat abilitato al fast-pay e procedo con il pagamento di 8 euro e mezzo. La macchinetta mi comunica che la ‘carta non è autorizzata’”.

Stessa cosa per un’altra carta di un altro istituto. “Ho solo 3 euro e 20 centesimi in monetine, mi abilito per rimanere fino alle 13,50, anche se so non sarà sufficiente”. Alle 15,30 l’automobilista torna indietro e trova 24 euro di multa. A quel punto prova a chiamare Genova Parcheggi: gli viene risposto che se nella macchinetta non si erano accese luci, allora il difetto doveva per forza trovarsi nei suoi bancomat. Il cittadino Repetto, non convinto, trovandosi nel quartiere di Sampierdarena, ha quindi provato a utilizzare lo stesso bancomat per pagare un altro parcheggio e ha scoperto che lì le sue carte fast pay funzionavano. Spiegata la novità a Genova Parcheggi, l’impiegato di turn, dopo accurata verifica, ha riconosciuto che il fast pay della macchinetta non lavorava da tempo.

“Gli chiedo se gentilmente via mail mi manda il tabulato in modo da poter far ricorso contro la multa. Con saggezza me lo sconsiglia: il ricorso al giudice di pace costa più dell’importo della multa”. Pittaluga decide di fare ricorso ugualmente e chiede di avere il tabulato, ma i dati sono riservati: Genova Parcheggi non li può inviare ma segnala il problema al reparto preposto.

“Farello – conclude nella nota – Non le sembra che i cittadini meriterebbe qualcosa di meglio? La ringrazio per l’attenzione. Spero che mi risponda ma soprattutto che mi faccia togliere la multa…”.