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Free Wi-Fi: primi passi verso Genova città digitale

Genova. Con diciasette isole attive Genova entra ufficialmente nel circuito nazionale Free Italia Wifi (tra i cui fondatori il Comune di Genova), ovvero web libero per due ore al giorno con possibilità di scaricare fino a 300 Mb. Le zone da cui sarà possibile collegarsi alla rete sono: sei biblioteche (Brocchi, Campanella, De Amicis, Lercari, Podestà e Berio, dove si pagano, unico caso, 5 euro all’anno per una navigazione illimitata), le piazza De Ferrari, Matteotti, Montano (stazione fs), Verdi (stazione), piazzale Kennedy, via Sestri e via Croce, tre strutture, Informagiovani, Loggia dei Banchi e Aeroporto (terminal arrivi) e una stazione di prova presso la Direzione Sistemi Informativi e Città Digitale. Ogni zona è servita da più antenne (hot spot), con un raggio che arriva a circa50-300 metri con diversa potenza.

“E’ un punto di partenza e non di arrivo, che si rivolge non solo ai cittadini residenti, ai giovani e agli studenti ma mette un nuovo mattone nella politica di marketing territoriale: la rete si può estendere grazie al partenariato con i privati a favore del turismo e dell’ospitalità”, ha detto oggi la sindaco marta Vincenzi alla presentazione del progetto “FreewifiGenova” realizzato dal Comune con la consulenza di Joy Marino, Francesco Bollorino. A Genova sono 31 le antenne instalalte finora, ma il Comune mira ad arrivare a 50 entro quest’anno e a 100 entro il prossimo. “Grande possibilità di sviluppo – ha detto ancora il sindaco – sono legate alla possibilità degli esercenti di aderire alla rete comunale, stupulando una convenzione che consente loro di ottenere gratuitamente il sistema tecnico e l’assistenza mettendoci la connetività e offrendo ai loro clienti le identiche condizioni nelle stesse condizioni delle nostre aree free”.

“Qui non stiamo parlando di cablaggio di Internet, qui si sta cominciando a parlare di assaggio di Internet, oggi si parla solo di Wi-Fi – ha commentato Joy Marino – IL Wi-Fi è quasi un servizio parassita. Si costruisce su quello che già esiste, si basa dunque su infrastrutture che già esistono, come quelle del Comune che concederà un accesso dedicato al Wi-Fi, poi si aggiungeranno quelli degli esercizi commerciali.
Su queste basi – ha continuato – si mette una infrastruttura molto leggerea dove gli unici vincoli sono quelli di legge, come la legge Pisano, In questo modo si può dare accesso a internet senza serie limitazioni, se non qualche limite di tempo e qualche limite di volume”.

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