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Cronaca

Fincantieri, convocato tavolo nazionale, Manganaro: “Ultimatum al Governo”

Genova. La notizia della convocazione a Roma per un tavolo nazionale sulla cantieristica fissato per il prossimo 3 ottobre alle ore 16, ha colto un po’ di sorpresa l’ambiente sindacale genovese. “Formalmente al momento non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni ufficiali, ma naturalmente saremo ben lieti di andare e chiedere al Governo risposte chiare e precise”, commenta Bruno Manganaro, segretario Fiom Genova.

La matassa Fincantieri, tra ribaltamento a mare del cantiere di Sestri Ponente, il piano industriale ancora fantasma e soprattutto la drammatica assenza di commesse, è ancora ben lontana dall’essere sciolta. Da La Spezia ad Ancona, passando per Genova e Castellamare, c’è un “assoluto vuoto di lavoro e non si vedono prospettive all’orizzonte”: questo il quadro allarmante dipinto dai metalmeccanici che, dal 3 giugno scorso, attendono notizie sulla loro sorte. “Nell’ultimo mese si sono perse diverse navi da crociera, dai giapponesi al cantiere in Finlandia, il mercato sarà in crisi ma se si lasciano andare quelle poche navi che ci sono – commenta caustico Manganaro – resta poco da fare”.

Anche se oggi, da Trieste, è arrivata una notizia positiva: Fincantieri e l’armatore francese Compagnie du Ponant (Gruppo Cma Cgm) hanno sottoscritto un accordo per la realizzazione di una nave da crociera extra-lusso di piccole dimensioni. La consegna è prevista per giugno 2013.

Ma oggi è anche il giorno dei contatti istituzionali: a Roma dovrebbe arrivare la firma per il decreto che sancisce i 50 milioni di euro per il ribaltamento a mare di Sestri Ponente, mentre dai vertici regionali dovrebbe partire il pressing nei confronti di Governo e Azienda. Sul tavolo rimane anche la questione dei 20 milioni mancanti per l’opera che dovrebbe dare respiro al cantiere genovese, su cui si ventila la possibilità di un intervento da parte dell’Autorità Portuale. Merlo potrebbe cioè utilizzare le entrate destinate al Governo e dirottarle per completare il finanziamento. Per ora però rimangono molte ipotesi e poche certezze.

“Il lavoro non c’è – sentenzia il delegato Fiom – o il Governo mette in moto un sistema di incentivi oppure sarà piena emergenza. Non si può parlare di sviluppo senza pensare a Fincantieri. Il 3 ottobre andremo a Roma con un ultimatum: in quanto proprietario dell’azienda, l’esecutivo ha il dovere di presentare un progetto e delle proposte credibili su investimenti e tempistica, in primis. Il fatto che il tavolo sia alle 16, però, lascia poche speranze”, conclude Manganaro. Domani è previsto un incontro sindacale, e prima del 3 ottobre non sono escluse iniziative.