Quantcast
Economia

Filt Cgil risponde a Pissarello: “Lavoratori non possono sostituirsi alla politica”

Genova. “L’Accordo con le Organizzazioni sindacali è costato ai lavoratori cinque scioperi con relative manifestazioni e trattenute che hanno gravato sui bilanci delle famiglie; i dipendenti di Amt hanno lottato e stanno lottando per la conservazione del loro posto di lavoro (e non per migliori condizioni economiche) e per la sopravvivenza stessa del servizio di trasporto pubblico a Genova”. E’ quanto dichiara con un comunicato diffuso oggi alla stampa la Filt Cgil, in merito aller ecenti dichiarazione del Vicesindaco Paolo Pissarello sulla vicenda del trasporto pubblico locale.

“L’accordo in questione che, secondo quanto riportato dalle parole del Vicesindaco Pissarello salterà nel 2012, è costato sino ad ora la fuoriuscita di circa 160 lavoratori e altri potrebbero seguirne la sorte, senza contare l’aumento del biglietto per i cittadini e la diminuzione del servizio offerto nella misura di un taglio di 1,5 milioni di km”.

“Pur rimarcando la responsabilità del Governo per i tagli previsti nelle finanziarie che la CGIL ha peraltro contrastato in piena solitudine, crediamo non sia opportuno da parte del vicesindaco, affrontare il problema prendendo le distanze da un accordo che produce dei risultati economici ad AMT: se poi l’azienda non è in grado di farli propri, il tutto non può essere addebitato ai lavoratori. Forse questo accordo non piace perché riduce il taglio previsto a “soli” 1,5 milioni di km invece dei 3,5 previsti da AMT in fase di presentazione del Piano Industriale nell’aprile del 2010. Osservando le proteste cittadine di questi giorni, possiamo immaginare cosa sarebbe accaduto se ciò fosse successo. I lavoratori non possono sostituirsi a quello che è il compito della politica; il problema di tutte le aziende di trasporto pubblico locale è che esiste una legge che prevede che il 35 per cento dei costi totali di un azienda siano autofinanziati attraverso tariffe ed abbonamenti, o comunque tramite introiti interni, lasciando conseguentemente il restante 65 per cento a carico della società pubblica
“Questi requisiti sono rispettati da AMT che sfiora il 38 per cento, ma il resto non viene da anni coperto per intero, anzi manovra dopo manovra, diminuisce sempre più. Ci piacerebbe che chi, come il vicesindaco, ha un ruolo politico-istituzionale, si adoperasse per risolvere il problema invece di scaricarlo su cittadini e lavoratori”.

“In questi anni i lavoratori di AMT hanno assistito e pagato insieme ai cittadini scelte politiche talora imbarazzanti, fra vendite di autorimesse e altro oltre alla farsa della scissione con vendita di parte dell’azionariato ai cugini francesi, accusati ora di essere la causa di tutti i mali. Sarebbe auspicabile vedere finalmente come la politica decida di rispondere al sacrosanto diritto del cittadino alla mobilità, magari adottando quelle scelte come le corsie riservate, più volte deliberate ma mai realizzate fino in fondo”.

“Anche a fronte di un referendum dove il popolo italiano si è espresso idealmente contro le privatizzazioni di tutti i servizi pubblici essenziali, e non solo dell’acqua, chiediamo che un settore fondamentale per la vita, non solo sociale ma anche economica della città possa godere di certezze finanziarie ed infrastrutturali al pari di quanto accade per l’energia e la raccolta dei rifiuti, cercando di trovare soluzioni che non siano l’esclusiva contrazione del costo del lavoro e dei diritti sindacali acquisiti. A fronte di un progetto serio ed esigibile sul trasporto pubblico locale i tranvieri genovesi saranno pronti a dare risposte di grande responsabilità, la stessa responsabilità che si chiede al vicesindaco nell’adoperarsi per dare piena attuazione ad un accordo faticosamente raggiunto”.