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Cronaca

Falso ispettore “per necessità”: il truffatore genovese ammette e resta in carcere

Pontinvrea. “Avevo un lavoro saltuario, un figlio piccolo, e bisogno di soldi”: questo ha dichiarato davanti al giudice Salvatore Gulfo, il falso ispettore del lavoro arrestato in Valbormida, per giustificare le proprie azioni truffaldine.

L’uomo, con tanto di tuta blu, tesserino di ispettore del Ministero e caschetto antinfortunistica, si presentava nei cantieri fingendosi delegato agli accertamenti. Gulfo contestava violazioni alle norme per 3.500 euro, poi proponeva al responsabile dei lavori o all’imprenditore l’applicazione della sanzione minima di 500 euro con pagamento immediato. Così da intascare subito la somma. Si era appena fatto consegnare mille euro da due impresari di Pontinvrea quando è stato arrestato. Il genovese è stato colto in flagranza di reato; aveva con sé tutto il necessario per presentarsi come ispettore e anche un tesserino da falso invalido. In tutto oltre 1000 euro la cifra “spillata” nel corso delle sue truffe, restituita ai legittimi proprietari.

Il truffatore, oggi, non ha negato le proprie responsabilità ma ha descritto una situazione personale difficile che l’avrebbe portato ad “ingegnarsi” e a ricorrere a quella discutibile soluzione per raccimolare un po’ di denaro. Il processo è stato poi rinviato al prossimo 7 ottobre. Fino a quella data Gulfo rimarrà in carcere.

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