Evangelico-Voltri, Burlando: “Non importa il colore del gatto, l’importante è che acchiappi i topi”

Voltri. “Non è importante di che colore è il gatto, l’importante è che acchiappi i topi”. Il presidente Claudio Burlando, a Voltri per tirare le somme dei primi quattro mesi e mezzi dall’innesto Evangelico – San Carlo, cita Mao: “Non è importante chi da il servizio, se l’Evangelico o la Asl, ma è importante che il servizio si dia”.

“E’ un momento non semplice per la sanità italiana – ha detto Burlando – ma mi pare che in questi 4 mesi si sia creato un buon rapporto tra territorio ed Evangelico, dopo un innesto che non si era mai fatto, con personale sia dell’Evangelico di Castelletto e sia dell’ex Asl Voltri. Così quando la direzione mi ha chiesto un incontro per fare il punto ho preferito venire io, per sentire i dirigenti ma anche i medici, gli infermieri e i pazienti e il Municipio”.

Secondo il Governatore “un presidio che rischiava di andare un pò indietro mi pare che invece oggi, con l’innesto, vada un pò avanti”. Qualcuno però ha fatto notare che se a Voltri sono contenti, ma a Castelletto un pò meno. “Castelletto ha il punto di nascita del Galliera a un km – ha risposto Burlando – mentre se non lo avessimo avuto a Voltri, da Sampierdarena fino a Savona, passando per le valli, non ci sarebbe stato nulla”.

Il bilancio per il presidente è quindi positivo: “Con la fusione abbiamo 70 posti letto ospedalieri in meno e questo è un risparmio, in un ospedale che non era più adattissimo come Castelletto abbiamo mantenuto l’attività ambulatoriale, consolidando l’esperienza dell’Evangelico in città che altrimenti andava a morire, e infine abbiamo rilanciato un po’ un ospedale del ponente”.

Un’operazione “equilibrata, sapendo che non possiamo stampare monete nei prossimi anni e che le cose andranno forse anche peggio”, ha sottolineato Burlando. Ma non tutto è comunque rose e fiori. “C’è una cosa che non va bene e la voglio dire: prima l’ortopedia aveva un accesso diretto alla Colletta di Arenzano, perchè era su Asl, oggi non ce l’ha più perchè è Evangelico. Bisogna rimediare subito, e dare i servizi indipendentemente dall’etichetta”. Il primario di ortopedia ha dichiarato che se avesse accesso diretto e qualche infermiere in più potrebbe fare 100 protesi ulteriori “chiarendo bene che non guadagnerebbe niente, perché è dipendente pubblico e non pagato a gettone, il che vuol dire 1 milione di fughe recuperate, cose che fanno piacere. Vedremo se potremmo andare in questa direzione”.

Quanto al futuro: “Quando cominciammo l’operazione a Voltri ci furono molte proteste, oggi riceviamo più commenti positivi che negativi. L’Italia sta attraversando un momento drammatico, cercheremo di fare scelte equilibrate il più possibile. E’ evidente – ha concluso Burlando -che dobbiamo dare servizi con i soldi che abbiamo, e anche con quelli che non abbiamo, distribuendo i servizi sul teritorio meglio che possiamo”.