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Cultura, crescono affari ma anche tagli, Ranieri: “Tassa di soggiorno per le difficoltà”

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Genova. Il volume d’affari legato alla cultura segna due voci in positivo: aumenta il turismo nelle città d’arte, e aumenta la spesa delle famiglie italiane per servizi culturari e la ricreazione nel 2010 ha raggiunto il valore di 65,5 miliardi di euro, aumentando del 4,9% rispetto all’anno precedente e, nel dettaglio, la voce di spesa per servizi culturali e ricreativi, pari a 28 miliardi di euro, è cresciuta nel 2010 del 5,8%. Negli ultimi dieci anni, complessivamente, del 53,7%. Lo rivelano i dati diffusi oggi dalla “Città della Culturà, iniziativa promossa e sostenuta da Federculture, Anci, Upi, Conferenza delle Regioni e Legautonomie, insieme a Comune di Roma, Provincia di Roma, Regione Lazio.

“La cultura è il nostro core business – è il commento dell’assessore comunale Andrea Ranieri, all’intervento all’Assemblea Nazionale degli Assessori alla Cultura e del Turismo ANCI – genera valore per 39,7 mld di euro pari al 2,6% del Pil, circa 1,4 mln di occupati. Se a questo valore sommiamo quello di ulteriori componenti dell’industria culturale si giunge al 4,9% del Pil. Questo valore insieme al turismo culturale, 3% del Pil, delinea uno tra i più rilevanti settori dell’economia nazionale”.

La cultura è occupazione, non solo dei luoghi in cui si conserva e si fa cultura, ma anche delle tante imprese “creative” che dal tessuto culturale trovano alimento per produrre beni e servizi. “Il turismo culturale rappresenta circa il 30% del mercato turistico totale – si legge ancora nell’intervento di Ranieri pubblicato sulla sua bacheca Facebook – I cittadini italiani queste cose sembrano saperle. E’ uno straordinario indicatore per la politica il fatto che anche in tempi di crisi, quando calano più o meno tutti i consumi, aumentino le persone che vanno a teatro, al cinema, nei musei e nei luoghi dell’arte. E’ in nome di questa consapevolezza che le città, le Regioni, le Province d’Italia, si sono unite per contrastare lo scempio che poteva derivare dalla manovra finanziaria del luglio 2010, dai tagli previsti dalla finanziaria 2011, assieme a Federculture, all’AGIS, a tutto il mondo delle imprese e dell’associazionismo culturale, ottenendo anche importanti risultati, come il reintegro dei fondi in Finanziaria, che hanno evitato una ulteriore contrazione del miserrimo 0,2 per cento che il bilancio dello Stato mette a disposizione del MIBAC.

Il Ministro Galan ha ottenuto che nella manovra in corso non ci siano ulteriori tagli alla cultura, e attendiamo che dia corso all’impegno ma segnaliamo al Governo che i tagli agli Enti Locali rischiano di avere effetti ancora più dirompenti , perché la quota del loro bilancio stanziata per la cultura dagli stessi è di molto superiore a quella del Bilancio dello Stato.

L’Assessore Ranieri nel suo intervento ha toccato anche la spinosa vicenda della tassa di soggiorno: “Occorre affrontare la questione e farlo in maniera il più possibile omogenea sul territorio nazionale, onde evitare concorrenze da dumping. E’ una questione di equità – dice Ranieri – che i contributi all’attrattività della città vengano dal settore che ne trae maggior vantaggio ed è un modo concreto per far fronte alle enormi difficoltà di questa fase. Naturalmente dovremmo impegnarci a far sì che il ricavato venga impiegato per le ragioni per cui è richiesto: mantenere e d incrementare le condizioni materiali e immateriali di attrattività delle città.
Naturalmente questo ha senso se si rimettono in piedi adeguate politiche nazionali sul turismo, su cui abbiamo proposte da presentare al Governo, che deve superare lo scarsissimo impegno di questi anni in un settore così rilevante per l’economia del Paese. Ma il Governo non c’è, né oggi, né domani – è la conclusione di Ranieri – è difficile che chi non c’è batta un colpo”.