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Economia

Crisi, si risparmia sulla minerale: ma sul gelato niente tagli, +7% rispetto al 2010

Vacanze all’insegna del risparmio quest’estate. Le famiglie sono sempre più “attente” al consumo d’acqua minerale, mentre sul gelato hanno preferito fare un’eccezione. “C’è stato un aumento del consumo di gelato del 7% rispetto allo scorso anno – dice a Ign, testata online dell’Adnkronos, Alberto Pica, presidente dell’Associazione Italiana Gelatieri – e in molti hanno scelto di sostituirlo con il pranzo con una coppa abbondante. Siamo 37.650 gelaterie in Italia, i gusti sono tantissimi. Tra i più nuovi mielarancio, rucola e amarena, oltre ai cremolati con solo frutta e zucchero”.

Spunta poi un’altra tendenza: l’aumento della vendita del ‘gelato da asporto’ pari a circa un 15%. “Sempre più famiglie – aggiunge il presidente dell’Associazione Italiana Gelatieri – vengono con i bambini e portano a casa una vaschetta per gustarselo a fine della cena”. Secondo il CoGel-Fipe le gelaterie nel secondo trimestre 2011 sono aumentate di oltre il 2 per cento rispetto all’anno precedente. La Lombardia è in cima alla classifica: per numero di gelaterie, 5.882 e per consumi totali, 392 milioni di euro l’anno. Tale consumo rappresenta il 19,4 % del totale nazionale. Una famiglia media italiana spende 81 euro l’anno in gelati artigianali. Anche in questo comparto si evidenzia la differenza nord-sud per consumo familiare: Nord, 91 euro; Centro, 78 euro; Sud, 67 euro e le Isole, 64 euro. La bontà del prodotto artigianale si conferma sul mercato ed anzi aumenta la quota di consumo e naturalmente la produzione.

Il presidente del Comitato Gelatieri della FIPE, Giancarlo Timballo però fa dei distinguo: “Vince – dice a Ign, testata online dell’Adnkronos -, comunque, la gelateria che usa la professionalità e le nuove tecnologie nei macchinari per esaltare la…tradizione. Frutta e prodotti del territorio, proposti al posto di ‘puffo’ o ‘pokemon’ sono una bella tentazione per i consumatori di tutte le età e, perchè no, anche per i turisti di tutto il mondo”.

La musica cambia per quanto riguarda l’acqua minerale. “La stagione è andata così così – spiega a Ign, testata online dell’Adnkronos Ettore Fortuna, presidente di Mineracqua- un buon maggio, superiore alle attese, un giugno mediocre, un brutto luglio e un ottimo agosto. Oscillazioni da mettere in relazione prevalemtemente con il variare della temperatura”. La vera novità però è un’altra. Si è sempre più attenti anche a non sprecare l’acqua minerale.

“Con la crisi la gente – aggiunge Fortuna – la gente è diventata sempre più parsimoniosa e, se la bottiglia non è finita, al posto che buttarla, la tiene per il giorno dopo. Una tendenza che si è delineata già da qualche anno”. Rispetto alla scorsa estate il consumo di acqua minerale imbottigliata, secondo stime dell’Adoc, è sceso del 3%. Solo d’estate si sono consumati circa 50/60 litri d’acqua imbottigliata pro capite, il 26% dell’intero consumo annuale. L’equivalente di 0,6 litri di acqua al giorno, che comportano una spesa di poco meno di 48 euro per tutto il periodo estivo. D’altra parte gli italiani, dice a Ign, testata online dell’Adnkronos, Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, “sono i terzi consumatori al mondo di acqua minerale”.

“Sono vittima del marketing delle aziende che imbottigliano – denuncia Ciafani – che, sottolineando le virtù delle minerali, fanno sembrare meno buona quella del rubinetto. In realtà è il contrario”. Oltre ad essere, fa notare, molto più ‘comoda’. “E’ una fatica – conclude Ciafani -portarsi a casa bottiglie e bottiglie d’acqua. Vedo gente che fa uno sforzo immane per portarsi a casa diciotto chili di minerale quando la più buona è quella del rubinetto”.

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